Risolto l'impasse Sea watch, il nodo resta: presidio in prefettura

Associazioni e partiti si ritrovano in contrà Gazzolle per dire il loro "no"al decreto Salvini. Aggiornamenti

Foto Pietro Rossi

Manifestazione, oggi, mercoledì, alle 18, davanti alla prefettura di Vicenza per dire "no" al decreto sicurezza. L'impasse della Sea Watch, che ha tenuto in mare per oltre due settimane 49 aspiranti richiedenti asilo, si è concluso qualche ora fa con il sì di Malta allo sbarco ma prosegue l'opposizione alla linea di governo. 

Una trentina di persone si sono radunate davanti alla prefettura per protestare contro il decreto Salvini e contro la posizione del ministro degli interni su migranti della Sea Watch, alcuni dei quali destinati in Italia. Il leader della Lega non accetta infatti  la decisione della UE. Nel corso del presidio, organizzato dal Bocciodromo, è stata annunciata la manifestazione che si terrà in città giovedì 7 febbraio. 

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Il video della manifestazione

Il comunicato del C.S. Bocciodromo

SOLIDARIETA' A CHI ACCOGLIE CONTRO LA DISUMANITA' DI CHI GOVERNA

Dopo l'approvazione del decreto Salvini, divenuta Legge n.132/18, il clima di intolleranza e la continua negazione dei diritti dei migranti ha purtroppo preso ancor più vigore: - Le due navi Sea Watch e Sea Eye con 49 persone a bordo (tra cui 3 bambini e alcuni minori non accompagnati) sono da settimane respinte da ogni porto e la situazione sta diventando di ora in ora sempre più drammatica; - Centinaia di Richiedenti Asilo e di titolari di Permesso vengono espulsi dalle strutture di accoglienza (riversandosi senza alloggio nelle strade delle nostre città) perchè di punto in bianco il decreto ha fatto venire meno i requisiti necessari per l'ospitalità, e vengono consapevolmente spinti all'illegalità, pur avendo titolo di permanenza in Italia e desiderio di integrarsi nel tessuto lavorativo. - Moltissimi titolari di Permesso di Soggiorno per motivi Umanitari, con il nuovo decreto, non riescono ad ottenere un rinnovo; - La cancellazione della possibilità di avere la residenza anagrafica, di fatto, toglie diritti fondamentali (primo fra tutti quello alla salute) a cittadini che a pieno titolo soggiornano nel nostro paese. - Il mancato ottenimento del Certificato di Residenza e di conseguenza della Carta di Identità rappresenta un drammatico impedimento al trovare casa e lavoro.

Se da una parte molte amministrazioni locali hanno deciso di disobbedire alla Legge Salvini per quel che riguarda il rilascio del Certificato di Residenza e l’apertura dei porti, dall'altra ci sono sindaci, come Francesco Rucco, che hanno dichiarato che questo decreto è la risposta ai problemi legati al degrado e all’immigrazione, come se il degrado presente in alcuni ambiti cittadini fosse indissolubilmente connesso alla presenza di Rifugiati con regolare permesso di soggiorno. Il nostro Sindaco si è persino spinto a giudicare "giusti" i contenuti di una Legge che nei prossimi giorni verrà sottoposta al vaglio della sua ammissibilità costituzionale. C’è una buona parte dei cittadini che invece crede che le soluzioni siano ben altre, a partire dalla attenta conoscenza della realtà di chi scappa da guerre e povertà, al rafforzamento di reti e strutture umanitarie d’accoglienza e integrazione, nel rispetto dei principi sanciti dalla nostra Costituzione e dalla Convenzione di Ginevra del 1951. Per questi motivi, che sono solo i primi effetti di un decreto disumano, discriminatorio e criminogeno, dobbiamo continuare la mobilitazione in tutte le piazze.

A Vicenza invitiamo tutte e tutti MERCOLEDì 9 ALLE 18.00 davanti alla prefettura per un presidio pacifico, colorato e inclusivo

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