Polizia locale, riconosciuti 22 nuovi ufficiali

Sindaco Rucco: “Un passo importante verso la realizzazione di un comando sempre più al servizio della città”

Porelli, Rucco e Parolin

I 22 sottufficiali della polizia locale diventano ufficiali e, in base al criterio oggettivo dell'anzianità di servizio, acquisiscono i ruoli di vicecommissario, commissario e commissario principale.

La decisione presa dalla giunta comunale va a revocare un provvedimento della precedente amministrazione, risolvendo in via definitiva un'annosa questione che vedeva Vicenza ancora inadempiente rispetto alla normativa regionale.

«Portiamo a termine un lavoro complesso - ha detto il sindaco Francesco Rucco, che ha presentato il provvedimento insieme all'assessore alle risorse umane Valeria Porelli e al comandante Massimo Parolin alla presenza di alcuni rappresentanti sindacali – frutto di un proficuo dialogo instaurato con i sindacati della polizia locale, che ringrazio per la disponibilità a trovare un punto di equilibrio. La positiva soluzione di questa questione, che abbiamo ereditato dal passato con le relative tensioni, rientra nel percorso di riorganizzazione del comando avviato con il nuovo comandante con l'obiettivo di dare risposte sempre più puntuali ai bisogni della città».

Il criterio principe per l'attribuzione dei gradi e dei distintivi diventa quindi l'anzianità di servizio. Tutto personale di categoria D acquisisce il ruolo di ufficiale e, in base all'anzianità, diventa vicecommissario (due stellette); commissario (tre stellette), commissario principale (torre e stelletta). Viene inoltre definito il ruolo di commissario capo con incarico di vice comandante (torre, due stellette e bordatura azzurra).

I 22 nuovi ufficiali vanno ad aggiungersi agli 8 già in servizio con questo ruolo.

L'attribuzione di diversi gradi e distintivi, che spetta al comandante, avverrà a breve nel corso di una cerimonia: 1 ufficiale riceverà l'incarico di vice comandante, 9 di commissario principale, 10 di commissario, 10 di vice commissario.

All'attribuzione dei gradi corrisponderà una riorganizzazione dei compiti e delle responsabilità, ma non un aumento di stipendio: secondo quanto prevede la legge regionale, infatti, i distintivi di grado hanno funzione simbolica e non incidono direttamente sullo stato giuridico ed economico del dipendente.

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