Pedemontana: contestati i consiglieri M5S davanti a Report

Ieri durante una burrascosa assemblea della base dei Cinque stelle i vertici regionali e nazionali della compagine sono stati pesantemente criticati davanti alle telecamere della Rai

Il consigliere regionale veneto Scarabel intervistato da Report (Foto Fb)

La Pedemontana veneta manda in fibrillazione la base del M5S. È quanto accaduto ieri, domenica 28, a Salzano in provincia di Venezia dove i Cinque stelle meno ortodossi rispetto alle posizioni del vertice regionale, sono in primis quelli dell’ala ecologista della compagine, si sono riuniti per contestare proprio al movimento una linea troppo blanda rispetto al no alle grandi opere, Pedemontana veneta in primis (più nota come Spv). Di fatto si tratta di una contestazione assai simile a quella avvenuta da parte della base contro il gasdotto Tap. Contestazione che ha riempito le cronache nazionali.

GLI ADDEBITI

Tra gli addebiti principali che sono stati cucinati durante una assise molto effervescente c’è quello indirizzato anche al vertice nazionale dei Cinque stelle. Il quale in campagna elettorale avrebbe detto fuoco e fiamme sulle grandi infrastrutture volute dalle altre forze politiche salvo poi rimangiarsi la parola. Il Tap in Puglia è l’esempio che recentemente ha fatto più clamore sui media del Belpaese. Però anche la Spv, cara alla Lega e che è il più importante cantiere oggi in opera in Italia, è stata oggetto di contestazioni al fulmicotone che hanno travolto sia il governo sia il gruppo consiliare del M5S del Veneto.

IL CONSIGLIERE REGIONALE SULLA GRATICOLA

Ma a fare salire la temperatura in una atmosfera già arroventata c’è dell’altro. Sulla graticola dei dissenzienti è finito il comportamento del consigliere regionale Simone Scarabel, originario del Trivigiano. La sua decisione di filmare i ribelli è stata vista più come un atto intimidatorio piuttosto che come una scelta di chi voleva semplicemente documentare l’esito di una assemblea comunque pubblica. Anche perché, hanno urlato con forza gli attivisti, le assemblee, come è prassi nel M5S, vengono sempre video-registrate.

ARRIVA LA RAI: NERVI A FIOR DI PELLE

L’altro elemento riguarda la presenza della troupe di Report, la popolare trasmissione d’inchiesta di Rai 3. Scarabel, intervistato dall’inviato Luca Chianca, che alla Spv aveva in passato dedicato un lungo approfondimento e che l’argomento lo conosce molto bene, è parso in grande imbarazzo. Così raccontano almeno gli attivisti. Imbarazzo che si sarebbe materializzato quando il giornalista ha chiesto che cosa abbiano intenzione di fare i ministri pentastellati proprio con la Spv.

Scarabel (in foto mentre viene ripreso dalla troupe di Report; lo scatto è di alcuni esponenti della base che poi lo hanno fatto circolare nelle loro chat interne su Whatsapp e Telegram) avrebbe abbozzato un paio di risposte che non hanno convinto gli astanti. Sullo sfondo ci sono i voti, copiosi, che il M5S ha raccolto nel Nordest tra i contrari alle grandi infrastrutture: Spv e Tav in primis. Quegli elettori in qualche modo oggi cominciano a sentirsi traditi e a Salzano lo hanno detto a chiare lettere.

LA BORDATA DEL COMITATO

Tuttavia a gettare altra benzina sul fuoco ci ha pensato Massimo Follesa, portavoce di un coordinamento, il Covepa, che da anni si batte contro la Spv. Quest’ultimo, che era presente a Salzano (e che en passant è pure un attivista del M5S) non ha preso bene la sortita del consigliere e proprio nella sua qualità di portavoce sul blog della associazione stamani ha distillato una nota al curaro : «Simone Scarabel è un componente dell'ufficio di presidenza del Consiglio regionale del Veneto e tale atteggiamento non si addice al ruolo e alla funzione, ma soprattutto all'istituzione che rappresenta... Se costoro stanno pensando di dare vita ad un tavolo di concertazione sulla Spv cominciando con le intimidazioni stanno andando fuori strada».

Poi un’altra stilettata a Scarabel la quale prende a prestito il sarcasmo di Palo Villaggio nel film Fantozzi: «Il consigliere sta seduto tutto il giorno nell’ufficio di presidenza del consiglio regionale con le poltrone di pelle umana» e si permette di venire con la sua telecamera a riprendere «i cittadini in assemblea? Lo facesse piuttosto durante le riunioni con quel furbetto del presidente del consiglio regionale se ha le palle».

Il presidente del consiglio regionale, per inciso, è il leghista Roberto Ciambetti. Detto in altri termini il messaggio è chiaro. “Con la Lega siete rispettosi, con noi venite a fare i gradassi”. E intanto nel M5S sale la tensione in attesa della puntata di Report che potrebbe fare un elenco dei cahier de doléances che la base sta indirizzando al leader del movimento Luigi di Maio, che assieme a Matteo Salvini è l’uomo forte di Palazzo Chigi.

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