Radio-notiziario del Comune di Vicenza, Fdi «proposta interessante»

Il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia loda l’iniziativa di palazzo Trissino sulla quale però incombono alcune incognite di natura tencico-giuridica e di opportunità

Uno scorcio di palazzo Trissino, sede del municipio di Vicenza (archivio)

«Io credo sul piano generale e su quello politico l'idea proposta dalla amministrazione comunale di Vicenza per la realizzazione di un notiziario da mandare in onda, con finalità istituzionali, grazie alla copertura di una radio locale sia una buona idea. Credo che i timori manifestati dalla opposizione di centrosinistra siano eccessivi. Se poi eventualmente ci dovessero essere degli aspetti da migliorare sul piano tecnico-giuridico saranno chiaramente gli uffici a farsi carico della cosa». Sono queste le parole di Vincenzo Forte, il coordinatore provinciale di Fdi, una delle componenti della articolata maggioranza di centrodestra che regge le sorti di palazzo Trissino. Si tratta di parole precise che arrivano a qualche giorno di distanza da alcune critiche rivolte alla giunta proprio sullo stesso tema. 

«INIZIATIVA INTERESSANTE»
Dopo le critiche rivolte al progetto dal centrosinistra durante i giorni passati Forte spiega che «strumenti del genere non sono affatto una novità nel panorama italiano per cui i dubbi avanzati in questi giorni li ritengo eccessivi. Ammetto però - prosegue il coordinatore - che non sarà facile trovare una radio che a titolo interamente gratuito accetti di mandare in onda un notiziario ben due volte al giorno. Detto questo trovo comunque l'dea arrivata dalla amministrazione cittadina senza dubbio interessante e utile». In mattinata a palazzo Trissino peraltro si era sparsa la voce che da Fdi fossero giunte formalmente al sindaco Francesco Rucco alcune critiche per la proposta avanzata dalla amministrazione. Il primo cittadino però dicendosi favorevole al progetto ha spiegato «che nell'ultimo vertice di maggioranza non è stato sollevato alcun dubbio anche se non posso escludere che qualche consigliere di sua iniziativa abbia cercato qualche riscontro di natura tecnica, magari per conto suo». Sulla stessa linea si è espresso peraltro Forte.

LA CRITICA
Ma quali erano state le critiche distillate dal centrosinistra? I consiglieri di opposizione Sandro Pupillo e Giovanni Selmo (della civica «Da adesso in poi») il 2 settembre avevano diramato una nota molto puntuta nella quale erano state messe nero su bianco alcune perplessità. «Abbiamo presentato un'interrogazione al sindaco Rucco... per comprendere  la ratio,  che francamente ci sfugge, sulla necessità di istituire a costo zero un notiziario del comune. Più che un servizio offerto alla collettività, ci pare sia una mossa studiata a tavolino per avere gratuitamente una cassa di risonanza, parziale e non obiettiva, sulle attività dell'Amministrazione comunale. Per di più a produrla sarà lo stesso comune attraverso il proprio ufficio stampa. Un vero e proprio cazzotto in faccia a chi fa il giornalista di mestiere e non solo cerca di svolgere la propria professione in maniera intellettualmente onesta, ma soprattutto fa i salti mortali per arrivare a fine mese con una retribuzione che gli permetta di vivere dato che oggi purtroppo gli stipendi sono sempre più bassi. Ci poniamo anche il problema - si legge - di che cosa potrà mai comunicare questo radiogiornale, vista l'assenza di proposte, attività e delibere della giunta...». Ad ogni modo tra i quesiti posti dalla opposizione ce n'è uno in particolare che che riguarda l'origine della proposta distillata dall'amministrazione. Più nel dettaglio le minoranze chiedono di sapere se si tratti di una decisione della giunta o di una decisione degli uffici.

DECISIONE DEGLI UFFICI
Una prima risposta in questo senso arriva dalle carte. La proposta infatti è stata elaborata dal direttore generale del comune Gabriele Verza con la determina 1570  del 29 agosto 2019. Le ragioni del provvedimento sono sintetizzate in poche righe: «Ai sensi della legge 7 giugno 2000, n. 150, le attività di informazione e comunicazione delle pubbliche amministrazioni sono volte a conseguire l'informazione ai mezzi di comunicazione di massa, attraverso stampa, audiovisivi e strumenti telematici. Nell'ambito delle previsioni e delle finalità di cui alla sopra indicata normativa, l'Amministrazione comunale intende produrre, attraverso il proprio Ufficio stampa, due notiziari radiofonici al giorno...». A pagina tre della medesima determina si legge che la radio che risponderà all'invito di palazzo Trissino dovrà mettere mettere «a disposizione dell'Amministrazione comunale un server, anche in remoto, per la gestione del montaggio del notiziario, da mandare in onda attraverso regia automatica».

LE INCOGNITE
Si tratta di un passaggio tanto tecnico quanto dirimente che potrebbe dare più di un grattacapo al direttore responsabile della radio e al suo editore perché la legge nazionale sulla stampa vieta tassativamente a soggetti esterni di interferire in merito alla gestione interna della testata. E ancora, sempre a pagina tre si legge che  il privato dovrà fungere «con assunzione di ogni conseguente responsabilità, nessuna esclusa, da editore giornalistico», che «il direttore responsabile del notiziario sarà individuato all'interno dell'Ufficio stampa del Comune di Vicenza». Se poi si dà una scorsa all'avviso pubblico che integra le modalità di selezione delle candidature a pagina due dello stesso avviso si legge che «L'/gli operatore/i radiofonico/i non può interferire con i contenuti dei notiziari, che sono rimessi alla assoluta discrezionalità dell'amministrazione, fatto salvo il controllo su contenuti ritenuti a qualsiasi titolo non legittimi». Peraltro sempre nell'avviso collegato alla determina è spiegato che le offerte vanno presentate a palazzo Trissino entro il 9 di settembre a mezzodì. Si tratta di un tempo assai esiguo. Il che potrebbe lasciare davvero poco tempo alle emittenti per studiare la pratica, sempre che non ci siano una o più radio già pronte ai nastri di partenza.

QUESTIONE SPINOSA
Anche il combinato disposto di queste indicazioni potrebbe dare qualche grattacapo all'editore, che è obbligato di fatto ad assumersi gli oneri di eventuali contenuti ritenuti diffamatori sia sul piano penale che civile. Il fatto poi che ci sia un direttore responsabile dell'amministrazione nella redazione del notiziario, nel caso di contenzioso legale si esporrebbe comunque anche il direttore responsabile per omesso controllo. Solitamente le testate si coprono da rischi del genere con una assicurazione, ma chi la pagherebbe se il servizio deve essere gratuito? C'è poi uno svarione linguistico che probabilmente dovrà essere corretto. La determina parla infatti di un controllo sui contenuti proposti dal comune per «... ritenuti non legittimi...». Legittimi però è un termine prettamente amministrativo, inappropriato in questo caso, probabilmente l'estensore intendeva dire illeciti.

POSSIBILE CONFLITTO DI INTERESSI
Sul piano del funzionamento poi ci sono altri dubbi che l'amministrazione dovrà chiarire. In prima battuta l'iniziativa viene descritta a costo zero. Ma vista la assiduità chiesta all'ufficio stampa è possibile che il funzionario eventualmente incaricato, sia tra quelli in forza allo stesso ufficio stampa, sia tra quelli di fiducia del primo cittadino, visto lo sforzo prodotto, chieda una indennità ad hoc con conseguente aggravio per le casse comunali? E ancora, si materializzerebbero uno o più conflitti d'interesse se la radio ricevesse introiti pubblicitari da qualche società pubblica riferibile al comune o da qualche società appartenente ad un altro ente pubblico ma collegato politicamente al comune come ad esempio la Provincia? Esiste il rischio, almeno sul piano potenziale, che un certo numero di inserzioni pubblicitarie erogate da questa o quella società riferibile a palazzo Trissino possano andare a quella radio proprio perché trasmette a costo zero il notiziario della amministrazione della città del Palladio? E ancora, che cosa succederebbe se un privato, che per esempio incappasse in un accertamento da parte di palazzo Trissino, decidesse di acquistare spazi pubblicitari sulla radio designata dal comune per far conoscere il proprio operato?

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