Vignetta sessista, dopo la bufera Berlato minacciato di morte

Se nei giorni scorsi è scoppiata in rete un'accesa polemica dopo un'immagine postata dal consigliere regionale, lo stesso mostra sui social quanto gli è stato recapitato a casa

L'epigrafe fake recapitata da Berlato

"Se invece alle famiglie di coloro che mi hanno criticato arrivasse un annuncio funebre analogo a quello che è arrivato alla mia famiglia, quale sarebbe la loro reazione?", E' questo l'interrogatvo che il consigliere regionale Sergio Berlato pone attraverso i social mostrando un'epigrafe redatta ad hoc e fatta recapitare alla sua abitazione. Una delle tante minacce che, a detta dell'onorevole, sono indirizzate quotidianamente alal sua persona.

Post che fa seguito alla bufera nata nei giorni scorsi dopo la pubblicazione sui social da parte dell'esponente di Fratelli d'Italia di una foto presa sul web nella quale è raffigurata una donna sul lettino di un ginecologo. Il medico chiede alla paziente da quanto tempo non avesse rapporti sessuali. Lei risponde: "Perché?". E lui: «Guardi lo schermo». Sullo schermo c'è una ragnatela.  

"Ho specificato in quel post che la vignetta non era dedicata alle donne in generale e neppure a tutte le animaliste - ha dichiarato Berlato - per le quali, sia pur avendo opinioni diametralmente opposte, nutro comunque rispetto, ma esclusivamente a quelle animaliste vegane che si erano macchiate di quelle azioni criminali consistenti in pesanti offese ed inaccettabili minacce di morte nei confronti non solo del sottoscritto ma, purtroppo, nei confronti dei componenti della mia famiglia".

"Spiace constatare che, mentre alcuni soggetti soprattutto sinistri, si sono precipitati a bollare il mio comportamento come sessista ed irriguardoso nei confronti delle donne - dichiara - non hanno ritenuto di spendere una sola parola di condanna nei confronti di chi mi aveva pesantemente insultato, offeso e minacciato di morte assieme ai componenti della mia famiglia, la maggior parte dei quali è rappresentato da donne. Strana dimostrazione di strabismo a senso unico, mi pare".

"In questi giorni - sottolinea Berlato - ho cominciato a pubblicare la documentazione, sia recentissima che meno recente, che dimostra che sono diversi anni che vengo reso oggetto di pesanti attacchi da parte dei soliti animalisti, attacchi che spaziano dalle offese gratuite alle minacce di morte. Nonostante questi pesanti attacchi, non ho mai avuto reazioni scomposte, limitandomi a segnalare gli episodi più incresciosi e gravi alle autorità preposte".

"La goccia che ha fatto traboccare il vaso - spiega - tanto da far perdere la pazienza anche ad un santo, è rappresentata da ciò che è accaduto la notte di Natale di quest’anno, quando ho letto i commenti postati dai soliti animalisti (per il 90% donne già note a questi uffici) sotto una foto postata sulla mia pagina facebook che mi ritraeva vestito da caccia. Con questi commenti lor signore non si sono limitate ad offendere il sottoscritto, come da loro abitudine, ma si sono spinte ben oltre, offendendo pesantemente e minacciando di morte anche i componenti della mia famiglia".

E conclude: "Partendo dal presupposto che io sarei disposto a sacrificare la vita per la mia famiglia, ho ritenuto inaccettabile che questi soggetti arrivassero a tanto, spingendomi a pubblicare quella vignetta satirica sulle ragnatele mutuata sul web, con l’intento di ridicolizzare gli autori (o per meglio dire le autrici) di quelle azioni criminali".

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