Malo, blitz dell'estrema destra: striscione sul duomo

Il Movimento Italia Sociale Vicenza rivendica l'azione avvenuta nella notte tra venerdì e sabato in seguito alla decisione del parroco di ospitare 4 migranti sbarcati dalla Diciotti

Diciotti = 4 X 35 €. Questo il “teorema della solidarietà”

E' quanto riportato su uno striscione apparso davanti al Duomo di Malo, a fianco del quale si trova anche la sede locale della Caritas in  riferimento al possibile arrivo in paese di quattro migranti della nave Diciotti.

In mattinata ha rivendicato l’affissione, con un comunicato stampa, il Movimento Italia Sociale Vicenza. È il portavoce della formazione di destra vicentina, Gian Luca Deghenghi, a spiegare le motivazioni del gesto: “

Diocesi e parrocchie di tutta Italia si sono rese prontamente disponibili a ricevere una quota dei migranti sbarcati, dopo l’intervento decisivo della Chiesa, dalla nave Diciotti. Grazie al Vescovo di Vicenza, Beniamino Pizziol, e a don Giuseppe Tassoni, parroco locale, quattro posti saranno disponibili a Malo. Quanto ci tenga don Giuseppe ai migranti, lo ha ben fatto capire poche settimane or sono, a messa, catechizzando i parrocchiani sull’argomento, ma se il parroco ed il suo rodato gruppo di accoglienza sono ansiosi di ripetere le esperienze di ospitalità del recente passato, non si può dire lo stesso della cittadinanza.

Quattro rifugiati potrebbero non configurare un problema, ma spostando l’attenzione sulla situazione generale, sono un’altra goccia nel mare del disastro prodotto dai pesanti effetti della presenza di immigrati nei vari comuni del vicentino. Lo striscione affisso dai militanti del M.I.S. Vicenza, simbolicamente a Malo, oggi al centro delle polemiche, ha voluto ricordare e sottolineare che intorno alle ipocrite “gare di solidarietà” di grandi e piccoli operatori dell’accoglienza gira un enorme e squallido business, che finisce per gettare ombra anche sull’operato della Chiesa Cattolica e degli enti umanitari ad essa collegati.

Non sarà il caso del Vescovo Pizziol, di don Tassoni e di tanti altri porporati e parroci tanto caritatevoli verso i migranti, ma è forte, presso la popolazione ed i fedeli, il dubbio che la brama di accogliere di taluni personaggi non sia animata solo da puro spirito cristiano. Sicuramente – conclude Deghenghi – il fervore umanitario di don Giuseppe Tassoni è animato da totale buonafede, ma ciò non deve sottrarlo dal riflettere sul disagio, spirituale e materiale, che potrebbe arrecare alla comunità di Malo.”

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