Lingua Veneta, fondi europei per l'insegnamento e  la promozione: lo storico sì della UE

La Commissione UE risponde positivamente alle richieste presentate dall’europarlamentare Mara Bizzotto e da “l’Academia de ła Bona Creansa”

Nessun ostacolo giuridico né istituzionale ad un percorso europeo di revitalizzazione della lingua veneta, parlata oggi da 7 Veneti su 10 e da milioni di persone in vari Paesi del mondo tra cui Croazia, Slovenia, Brasile, Messico ma anche Australia, Argentina, Canada e altri. L’UE dice Sì alla richiesta, avanzata dall’europarlamentare Mara Bizzotto, di avere a disposizione fondi europei per lo studio e la promozione della lingua veneta (già riconosciuta dall’UNESCO) e la valorizzazione del millenario patrimonio culturale e linguistico del Veneto.

Una storica ed eccezionale opportunità che fino a ieri sembrava un’utopia ma che oggi diventa realtà grazie al lavoro portato avanti in Europa da Mara Bizzotto, capogruppo della Lega al Parlamento Europeo, e dall’Academia de ła Bona Creansa - Academia de ła Łengua Veneta, ente di ricerca linguistica riconosciuto a livello universitario e internazionale, che nelle scorse settimane avevano interrogato la Commissione UE sulla questione della lingua veneta.

La Commissione UE, rispondendo alle due interrogazioni presentate dall’europarlamentare Bizzotto e dall’Academia, ha certificato che sono disponibili fondi europei per l’insegnamento di quelle lingue europee, come il Veneto, che non sono ancora formalmente riconosciute dagli Stati nelle quali vengono parlate. Secondo la Commissione UE, come già avviene per l’occitano, lingua autoctona della Francia ma non riconosciuta dallo Stato francese, anche per la lingua veneta è possibile sviluppare progetti di insegnamento grazie a programmi europei come Erasmus+ (programma dell’UE nei settori dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport per il periodo 2014-2020), Orizzonte 2020 e Interreg.

Questi programmi dell’UE potranno finanziare, come nel positivo caso dell’occitano, progetti transnazionali per l’insegnamento e l’apprendimento della lingua veneta che saranno gestiti da scuole, università, enti di ricerca ed enti locali in diversi Paesi. La lingua veneta potrà quindi essere insegnata ad ogni livello, pur rimanendo di competenza dello Stato italiano il riconoscimento formale dello status di lingua.

“Il via libera dell’UE allo studio e all’insegnamento della lingua veneta con i fondi europei è un fatto di straordinaria importanza - dichiara l’eurodeputata Bizzotto - Finalmente anche Bruxelles conferma che la lingua veneta è parte fondamentale del patrimonio culturale europeo e che è una lingua che non si trova solo nei libri di storia, ma è tuttora una lingua viva, parlata e apprezzata da milioni di persone nel mondo. Come disse la poetessa Alda Merini, “i Veneti hanno la fortuna di avere una lingua che è poesia in sé, una musica perfetta”.  

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“Un nuovo importante tassello si inserisce meravigliosamente nel quadro del recupero e nella promozione della lingua veneta in tutte le sue espressioni e potenzialità di crescita - aggiunge il Presidente dell’Academia, dott. Alessandro Mocellin - La lingua veneta è un bene di tutti! Poterla conoscere, insegnare, studiare liberamente sono diritti fondamentali di coloro che intessono la propria vita con i destini di questa nostra magnifica terra veneta. Le lingue e la glottodiversità sono valori che l’Europa deve e vuole tutelare”.

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