L’incidente mortale e le ombre sul caso Montisci-Mantoan

Approda sulla stampa nazionale il giallo delle perizie seguite ad un sinistro che coinvolse due anni fa l’auto del segretario generale della sanità veneta

Immagine di archivio

Ha i contorni di un vero e proprio affaire mediatico-istituzionale quello che sta investendo il segretario generale della sanità veneta Domenico Mantoan. Così almeno racconta un servizio pubblicato sabato su Il Fatto quotidiano in pagina 5 al centro del quale c’è un incidente stradale mortale nel quale sarebbe incappata l’auto di servizio dell’altissimo dirigente regionale, incidente avvenuto nella città del Santo due anni fa.

L’incipit del servizio firmato da Andrea Tornago non lascia molto spazio all’immaginazione:

«L’auto blu che invade la corsia. Una moto che inchioda, lo schianto. L’incidente in cui ha perso la vita Cesare Tiveron colpito da un’auto di servizio della RegioneVeneto il 15 settembre 2016 davanti all’ospedale di Padova, si sta trasformando in un intrigo medico-legale. Perché sul sedile posteriore della Fiat Bravo che ha compiuto la manovra vietata sedeva il segretario generale della sanità veneta Mantoan, il dirigente che gestisce nove miliardi del bilancio regionale. E intorno a quel sinistro si è scatenata una guerra di perizie, firmate da alcuni dei più autorevoli docenti di medicina legale, la quale adesso imbarazza la procura di Padova».

IL PERSONAGGIO

La questione non è di poco conto. Mantoan, classe ‘57, residente a Brendola in provincia di Vicenza, è molto conosciuto al grande pubblico sia per essere stato in passato il responsabile apicale dell’Ulss dell’Ovest vicentino, sia per essere stato uno dei volti di spicco della task force regionale per il caso Pfas.

Ed è anche alla luce della notorietà del 61enne che le rivelazioni del quotidiano nazionale assumono una valenza particolare: «Il sostituto procuratore Cristina Gava, assumendo una decisione che ha pochi precedenti, ha scelto di non tener conto della relazione tecnica del consulente nominato dalla Procura, secondo cui lo scooterista sarebbe morto per “cause naturali” pochi istanti prima di impattare con l’auto, versione che scagiona l’autista della Regione Veneto, e di basarsi invece sulle conclusioni dei periti della famiglia Tiveron, convinti che l’incidente stradale sia stato la causa della morte dell’uomo.

Tanto che il 20 giugno scorso, nonostante le considerazioni di segno opposto del suo consulente, il pm ha chiuso le indagini nei confronti dell’autista di Mantoan, Giorgio Angelo Faccini, contestandogli l’omicidio stradale».

IL ROVETO DELLE PERIZIE

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