Giro di Padania, arrivo fra le proteste il 10 a Montecchio

La corsa ciclistica di ispirazione leghista, entrata nel calendario ufficiale Uci, sarà accolta a Villa Cordellina da gruppi di contestatori. Fra i promotori una lista civica, Rifondazione e No Dal Molin

La locandina del "Giro di Padania"

Sabato 10 settembre si prospetta una giornata ricca di contestazioni per l'arrivo del "Giro di Padania" a Montecchio Maggiore, a Villa Cordellina che la Provincia di Vicenza ha concesso come teatro del finale della corsa ciclistica che ha suscitato tante polemiche. La tappa finale sarà trasmessa dalla Rai in diretta, ma sono almeno tre le contestazioni annunciate.

A partire dalla lista civica Essere Montecchio, che su Facebook ha lanciato un appuntamento denominato "Montecchio tricolore": dalle 16.30 alle 18.00 un comitato di cittadini sventolerà bandiere tricolore per "far vedere che Montecchio Maggiore si sente italiana". La lista civica precisa: "Non ostacoleremo la corsa. Solo tricolori nel 150° anniversario dell'unità d'Italia".

Una protesta è annunciata da Rifondazione Comunista di Montecchio Maggiore che, dopo la denuncia del segretario del Prc Paolo Ferrero, accusa: "Siamo indignati nei confronti di un evento sportivo che è frutto di interessi elettorali ed economici e che pubblicizza l’idea di un territorio inesistente fondato sul disprezzo dell’altro, del diverso, proprio il contrario degli ideali dello sport e nostri". Una manifestazione dal senso più politico contro il Carroccio: "La Lega Nord, camuffata da amante del ciclismo, punta a recuperare quel margine di consenso che ha perso non riuscendo più a mantenersi come forza politica di lotta e di governo - sostiene il partito - La Lega governa a Roma da molti anni, dove tiene il sacco alle cricche di affari e di potere. La Lega governa il Veneto dei tagli al sociale".

Infine ci saranno anche i No Dal Molin. All'interno del Festival che inizia venerdì 26 agosto e durerà fino all'11 settembre ci sarà una delegazione che si sposterà a Montecchio Maggiore per protestare contro la corsa padana. "La Padania non esiste, la nostra Patria è il Mondo intero" è lo slogan scelto. Secondo i No Dal Molin il giro "non è altro che l'ennesimo tentativo di far passare in modo subdolo nell'immaginario collettivo l'esistenza di questa inesistente terra promessa, che secondo i legisti risolverebbe i nostri problemi". L'appello prosegue affermando che "una volta erano i terroni, da mandare in pasto ai leoni, ora sono i migranti, ma nella sostanza nulla è cambiato, si crea un capro espiatorio additando i deboli e gli ultimi, per nascondere l'incapacità di chi avrebbe la forza e il potere per agire".

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