«Yankee go home», striscioni e blitz vicino alla Ederle

Nella notte tra il 15 e il 16 gennaio gli attivisti di Forza nuova hanno dato vita ad una azione dimostrativa nei pressi della base Usa di Vicenza: critiche al vetriolo contro la politica estera americana

Uno degli striscioni di Fn durante il blitz di ieri vicino alla Ederle

«A dieci giorni dall'uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani, per mezzo di quello che il movimento reputa senza mezzi termini un vile attacco terroristico da parte degli Usa» gli attivisti berici di Forza nuova ieri 15 gennaio attorno alle 23 hanno affisso un paio di striscioni nei pressi della Caserma Ederle, la base statunitense di viale della Pace: due striscioni su cui campeggiavano le scritte «Onore a Soleimani» e «Yankee go home». Lo rende noto il segretario provinciale di Fn Daniele Beschin con un dispaccio diramato pochi minuti dopo «il blitz» dei sostenitori del partito espressione della destra.

«A differenza delle ridicole sceneggiate del Centro sociale bocciodromo nonché della sinistra filo islamica - si legge nella nota - Forza nuova torna a ribadire la necessità di un'Europa libera, sovrana e indipendente, soprattutto dal punto di vista militare: un'Europa forte in grado di incidere sullo scacchiere internazionale in maniera decisa. L'Italia, succube come il resto del mondo, delle politiche imperialiste folli di Israele e degli Stati Uniti d'America, non deve più rappresentare una colonia americana e non deve in alcun modo costituire il cavallo di Troia, responsabile dell'arrivo di potenziali terroristi sul suolo europeo». Queste le parole di Beschin che in questo modo distilla una critica al sit-in organizzato il 10 gennaio dalla galassia antagonista.

«Gli americani - prosegue la nota del movimento - debbono far pace con la loro coscienza. Hanno fatto piovere centinaia di milioni di dollari e decine di migliaia di tonnellate di armi nelle mani di chiunque fosse in grado di combattere nemici immaginari, prima in Iraq, poi in Siria con Assad. peccato che coloro che ricevevano i rifornimenti erano Nusra, Al Qaeda e gli elementi estremisti della Jihad provenienti da altre parti del mondo. Gli Stati Uniti sono i primi finanziatori dell'Isis e l'uccisione di Soleimani, generale che più di qualsiasi altro avevo guidato l'offensiva contro l'Isis, è l'ulteriore prova di una folle politica estera che mette a repentaglio anche la nostra terra, che deve liberarsi al più presto della presenza dei falsi liberatori». Ad ogni modo la situazione nel golfo continua ad agitare Vicenza. Domani 17 gennaio alle ore 18,oo, i sindacati Cgil, Cisl e Uil saranno in piazza dei Signori sotto la loggia del capitaniato per una loro manifestazione in cui contesteranno la politica che ha portato alla recente «escalation militare propugnata» dal governo Usa.

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