Anpi contro Donazzan e Cecchetto: «Fate propaganda nazifascista col denaro pubblico»

Il circolo di Montecchio "Gelsomino Camerra - Diavolo" lancia pesanti accuse contro la distribuzione nelle scuole di "Foiba rossa. Norma Cossetto, storia di un'italiana"

Foto FB

E' ancora scontro tra l'assessore regionale Elena Donazzan e l'Anpi. Ed al centro c'è ancora la questione Foibe

Donazzan aveva prima chiesto la chiusura del circolo di Rovigo, accusato di negazionismo, poi si era spinta fino a lanciare un appello al Presidente Mattarella affinchè valutasse lo scioglimento dell'Associazione Partigiani. 

In un comunicato, il Direttivo della sezione ANPI di Montecchio Maggiore, dopo aver appreso che, nel novero delle iniziative organizzate per il Giorno del Ricordo, l’Amministrazione comunale di Montecchio Maggiore donerà agli alunni di terza media il libro a fumetti "Foiba rossa. Norma Cossetto, storia di un'italiana", e che nei giorni seguenti l’assessore regionale all’istruzione Donazzan ha espresso la volontà di distribuire tale fumetto a tutte le scuole del Veneto, esprime il proprio sconcerto e la propria indignazione: quella in questione è infatti una pubblicazione che, lungi dal restituire una visione obiettiva dei fatti che portarono alla morte di Norma Cossetto, distorce la realtà storica e offre una visione apertamente schierata su posizioni neofasciste.

"L’opera - prosegue la nota - pubblicata da un editore che ha legami conclamati con organizzazioni di estrema destra, ad un’attenta analisi risulta un coacervo di distorsioni, di manipolazioni e di palesi falsità, unite ad un lessico retorico, tronfio e nazionalista che ricorda quello del ventennio mussoliniano; le immagini, inoltre, appaiono talora di inaudita violenza. Nell’introduzione il fumetto si propone come opera che vuole raccontare la storia, ma quale storia? La Grande Guerra è ridotta a due scarne pagine di esaltazione nazionalistica, l’italianizzazione forzata dell’Istria voluta dal fascismo ad un semplice cambio dei nomi e della bandiera «finalmente quella giusta», l’impresa di Fiume è esaltata come segno di italianità; e poi la scuola fascista è solo cultura, sport e allegria, il regime che pose fine alle libertà fondamentali, che torturava e massacrava i dissidenti, che aggredì l’Etiopia e promulgò le leggi razziste viene ricordato per le bonifiche delle paludi pontine; infine un grande silenzio sull’aggressione italiana alla Jugoslavia nel 1941, sui campi di concentramento italiani, sulle stragi perpetrate dagli italiani durante l’occupazione. Questa a nostro avviso non è storia, ma propaganda nazifascista".

"Ribadendo la condanna di ogni tipo di negazionismo relativamente alla tragedia delle foibe e degli esuli istriano-dalmati, ricordando al contempo le responsabilità del regime fascista nell’oppressione delle popolazioni slave e nello scatenamento della guerra di aggressione contro la Jugoslavia nel 1941, si chiede in base a quali analisi storiche l’Amministrazione di Montecchio abbia voluto acquistare, col denaro dei propri cittadini, un fumetto di nullo valore storico e, anzi, tanto apertamente falso e schierato su posizioni di estrema destra. Ci chiediamo poi con quale leggerezza si sia potuto pensare di distribuirlo nelle scuole, luogo deputato al sapere e alla formazione dei futuri cittadini, ricordando che sta ai docenti come collegio e come individuale libertà di insegnamento la scelta degli strumenti didattici più adeguati. È passato il tempo in cui il fascistissimo commissario prefettizio Stefano Trevisan, contro il parere del collegio dei docenti, impose alla scuola il nome del fascista Ettore Muti e prescriveva agli insegnanti il credo del duce ravvivato" conclude il Direttivo.

La replica del sindaco e di Ferrogallico

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