Conte: "Per rimanere nel Pdl mi hanno offerto un ministero"

Il deputato vicentino, passato con Fli un anno fa, racconta la sua esperienza: cariche politiche e consulenze per stare con Berlusconi. Al rifiuto, inspiegabili beghe lavorative

Si sfoga con Il Fatto Quotidiano, Giorgio Conte. Il deputato vicentino ha raccontato cinque mesi di assedio, per non lasciare il Pdl in favore della nuova formazione politica di Fini.

Secondo quanto riferito da Conte, avrebbe ricevuto offerte per "un posto di Governo a scelta" oppure per consulenze da affidare al suo studio di ingegneria. Gli autori della pressione sarebbero diversi, da Verdini fino al ministro Gasparri, passando per la Santanchè. Il gioco era questo: "Berlusconi si faceva stampare da Wikipedia le schede dei deputati "acquistabili" e si muoveva di conseguenza, facendo forza sul fatto di conoscerli" riferisce il finiano.

Resistente anche di fronte alle pressioni morali degli ex An rimasti al Governo, arrivano le "ritorsioni": “Con il mio studio non ho mai partecipato a gare della Pubblica amministrazione. Ho accettato una sola volta, nel 2009, il conferimento di un incarico dal Comune di Messina per una consulenza tecnica di parte per redimere una controversia di centinaia di milioni di euro perché cercavano un professionista che non fosse del luogo - racconta Conte ad Il Fatto - Bene, ho portato a termine il mio lavoro e, inspiegabilmente, o meglio spiegabilmente, dopo il 29 luglio , giorno della mia adesione a Fli, mi hanno revocato l’incarico senza pagarmi l’onorario per una parcella regolarmente liquidata dall’Ordine degli ingegneri e da allora si sono sempre fatti negare al telefono".

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