Ex cava nel Bassanese, è scontro in Regione Veneto tra Pd e Lega

Il consigliere democratico Zanoni chiede lumi al referato all'ecologia sul progetto di ampliamento in un sito dell'Est vicentino: l'assessore Bottacin ribatte che la competenza non è sua

Foto pagina FB Comitato Salvaguardia Ambiente e Salute Rosà

La situazione ambientale della ex cava Poiana a Rosà, in pieno comprensorio bassanese, accende nuovamente lo scontro politico in Regione. Il caso infatti il 1 ottobre 2019 è stato al centro di un duro botta e risposta fatto di dispacci e contro-dispacci tra il consigliere regionale democratico Andrea Zanoni e l'assessore regionale veneto all'ecologia Gianpaolo Bottacin.

Il primo ad accendere le micce è stato Zanoni che annunciando di avere redatto una interrogazione sull'argomento oggi ha scritto che prima della messa in sicurezza dell’ex Cava Poiana di Rosà, la Regione deve verificare «la tipologia di rifiuti stoccati, visto che si tratta di un’area vincolata e considerata a dissesto idrogeologico e utilizzata impropriamente come discarica incontrollata per troppi anni». Il sollecito, diretto all’assessore Bottacin, arriva giustappunto dal Partito democratico con un’interrogazione che ha come primo firmatario il consigliere Zanoni. Interrogazione che è anche stata sottoscritta dai colleghi Anna Maria Bigon e Bruno Pigozzo.

Zanoni si dice preoccupato rispetto ad un annunciato progetto di una ditta vicentina di portare 80.500 metri cubi di materiali inerti nell’ex cava per metterla in sicurezza, progetto «che ha avuto un primo via libera dalla Regione». Contro quest'ultimo si è schierato il Comitato salvaguardia ambiente e salute di Rosà che, dopo aver effettuato un sopralluogo con un tecnico ambientale, «ha anche presentato un esposto alla Procura di Vicenza». Della vicenda peraltro si era occupato diffusamente Vicenzatoday.it non più tardi del marzo di quest'anno.

Epperò a stretto giro oggi è giunta la replica del leghista Bottacin il quale rinfaccia a Zanoni di avere sbagliato il bersaglio della sua critica. «Rosà fa parte del bacino scolante di Venezia - spiega l'assessore - e quindi attiene alla legge speciale per Venezia, ambito che fa riferimento a una delega che non mi risulta essere una delega mia. Poiché non è la prima volta che Zanoni mi chiama in causa impropriamente, lo invito ad essere un po' più attento». Poi un altro rilievo: «Capisco che Zanoni e compagni siano innamorati del sottoscritto, ma devo far loro presente che dopo quattro anni dovrebbero conoscere almeno le deleghe attribuite agli assessori o iniziare a studiarsele».

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