Vittoria del Pd a tutti i ballottaggi, le prime reazioni locali

Bassa l'affluenza in tutta Italia. Il centrodestra perde anche Treviso, dopo vent'anni finisce l'era leghista

Per il sindaco di Vicenza, Achille Variati (Pd), quelli emersi dal ballottaggio di oggi sono "risultati straordinari in tutto il Veneto. I candidati del centrosinistra hanno saputo fare proposte concrete conquistando la fiducia dei cittadini". "In tutta la regione - osserva Variati - sta soffiando un vento di cambiamento in grado di portare aria nuova e speranza per il futuro. Auguro buon lavoro a tutti i sindaci eletti ed in particolare ai colleghi di Treviso, Martellago, San Donà di Piave e Piove di Sacco che ho sostenuto di persona durante la campagna elettorale".

"I risultati delle amministrative parlano chiaro, in Italia e in Veneto. C'é un Partito Democratico, quello delle realtà locali e degli amministratori, che sa vincere schierando volti credibili e che ottiene fiducia, quando cerca la riconferma, per il modo concreto in cui affronta i problemi delle comunità locali". E' questo il pensiero dell'on. Alessandra Moretti (Pd), secondo la quale "questo patrimonio è preziosissimo e, in vista del suo prossimo congresso, io dico che è anche a questa linfa nuova che il Partito Democratico deve saper attingere". "I risultati del Veneto in particolare - aggiunge Moretti - parlano in modo chiaro della fine definitiva di un ciclo politico, quello segnato dalla propaganda leghista. Svolte come quella di Treviso, giunta a due settimane da una sconfitta non meno clamorosa per la Lega come quella di Vicenza, confermano che il Veneto non si accontenta più delle ricette politiche sperimentate negli ultimi 20 anni. E il risultato deludente del Movimento Cinque Stelle dimostra anche la sola propaganda distruttiva alla lunga non basta". "Che ci sia voglia di cambiamento nel paese e nei territori lo sapevamo già. Adesso, sappiamo che il Pd, quando sceglie i candidati giusti - conclude -, è in grado di interpretarla con efficacia e credibilità".

Il segretario veneto della Lega Nord Flavio Tosi: "Sarebbe sciocco negare questa sconfitta elettorale. Il centrodestra, e la Lega in particolare, hanno pagato in maniera carissima il calo dell'affluenza che non é mai stato così pesante e ci è costato caro", commentando il ballottaggio di Treviso. "Non ci si può però limitare a dire - ha aggiunto - che abbiamo perso per la poca affluenza. Ora dobbiamo trovare il modo per ripartire, riportando la gente al voto e riconquistando la fiducia dell'elettorato". Questo lo si può fare - ha aggiunto Tosi, parlando a margine dell'assemblea di Confindustria Vicenza - smettendo di fare baruffe interne, che non ci hanno aiutato durante la fase pre-elettorale né adesso". "I cittadini - ha osservato Tosi - sono già disinnamorati della politica e ovviamente mal sopportano di vedere i partiti lacerati al loro interno". Secondo Tosi, "la Lega si tira dietro una zavorra di episodi negativi recenti che ben si conoscono. Non si può dire che abbiamo perso e basta: bisogna ripartire sapendo che abbiamo Veneto, Piemonte e Lombardia e realtà importanti sul territorio che stiamo amministrando". Tosi ha quindi annunciato di voler "ripartire dalle battaglie di sempre, perché in Italia - ha sottolineato - poco é cambiato ultimamente dal punto di vista del federalismo, cuneo fiscale, spesa pubblica, giustizia e scarsa flessibilità nel mondo del lavoro". Sollecitato a ipotizzare il rinnovamento all'interno del Carroccio, Tosi ha spiegato che "la Lega lo ha fatto nel profondo, a partire dai congressi dell'anno scorso". Nessuna dimissione, da questo punto di vista, sembra essere all'orizzonte della Lega. "Il ragionamento del consenso - ha concluso Tosi - è quello che vale: Maroni qualche mese fa ha vinto in Lombardia in un momento difficile, il sottoscritto l'anno scorso con il risultato negativo complessivo della Lega ha vinto a Verona. Chi sollecita certe cose prima di parlare magari deve portare consensi e risultati".

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