Crisi delle banche venete, la Regione in cerca di soluzione

Tavolo di lavoro, venerdì a Palazzo Balbi, con l'obiettivo è di arrivare in tempi brevi ad un piano operativo che individui idonei strumenti di sostegno finanziario con cui consentire alle imprese di uscire dalle difficoltà temporanee create dalle problematiche che affliggono gli istituti di credito

I riflessi pesantemente negativi che sta avendo la crisi delle banche venete anche sull'andamento economico e patrimoniale delle P.M.I. del territorio veneto sono stati affrontati da un tavolo di lavoro con le rappresentanze dei principali attori dell’attività economica a livello regionale, convocato venerdì a Palazzo Balbi a Venezia dal presidente della Regione Luca Zaia. L’obiettivo è di arrivare in tempi brevi ad un piano operativo che individui idonei strumenti di sostegno finanziario con cui consentire alle imprese di uscire dalle difficoltà temporanee create dalle problematiche che affliggono gli istituti di credito.

Il presidente Zaia ha sottolineato che si è di fronte ad una situazione di crisi generalizzata del sistema bancario, di cui i casi di Veneto Banca e della Banca Popolare di Vicenza sono solo la punta dell’iceberg. E’ difficile oggi disegnare un futuro per gli istituti di credito – ha aggiunto – ma, al di là delle responsabilità di chi ha creato le condizioni per arrivare a questo punto che sarà la magistratura ad appurare, ogni sforzo dovrà essere messo in campo per garantire la tenuta del sistema bancario, anche sul piano occupazionale, e quella delle imprese che alla banche si rivolgono per l’accesso al credito.

Nel corso dell’incontro Patrizia Geria, direttore generale di Neafidi società cooperativa di Confindustria che presta garanzia sui finanziamenti a breve e medio-lungo termine, ha illustrato una bozza di piano che prevede alcuni filoni di intervento subito attivabili, una volta calibrati per renderli compatibili con la situazione di crisi, a favore delle imprese in difficoltà in seguito alle richieste di rientro dei fidi da parte delle banche: il ricorso al fondo centrale di garanzia, coperto da fondi statali; la riassicurazione regionale attraverso Veneto Sviluppo e i Confidi per le aziende che non possono accedere al fondo centrale e, inoltre, il ricorso ai fondi antiusura.

Anche il presidente della finanziaria regionale Veneto Sviluppo, Massimo Tussardi, si è soffermato su due linee di intervento che possono rendersi particolarmente utili in questo frangente e sulle quali il sistema regionale è prontamente attivabile, previo l’apporto di alcune modifiche tecniche sulle modalità di utilizzo: le garanzie “tranched cover” e le riassicurazioni, strumenti che potrebbero entrambi efficacemente affiancare il già richiamato fondo centrale di garanzia. Sulla scorta di queste proposte saranno raccolti nei prossimi giorni suggerimenti e osservazioni per riconvocare quanto prima il tavolo tecnico e dare definizione operativa al piano d’azione da avviare.

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