Crespadoro, Guarda: "Troppe centraline idroelettriche: la Regione intervenga"

"C’è una rincorsa continua all’opportunità economica che non valuta l’impatto sul territorio - chiosa la consigliera regionale della lista Amp - Zaia e la sua Giunta dovrebbero vigilare sullo sfruttamento delle risorse idriche"

“Dodici centraline idroelettriche a Crespadoro sono troppe. Siamo favorevoli alle energie rinnovabili, ma deve essere messo un freno a progetti che hanno una bassa produzione ma un elevato impatto ambientale”. È quanto sostengono la consigliera regionale della lista Amp Cristina Guarda, che ha partecipato giovedì mattina all’assemblea pubblica organizzata dalla ditta Sordato incaricata della costruzione di una centralina nella zona di Campodalbero, e Andrea Zanoni, esponente del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Ambiente.

“C’è un evidente vulnus nella normativa veneta per quanto riguarda le Valutazioni di impatto ambientale e la gestione di queste centraline. La Regione deve intervenire e occorre anche una responsabilizzazione delle aziende, che non possono usufruire di un bene pubblico in maniera così indiscriminata".

La zona di Crespadoro è una delle più preziose per quanto riguarda le fonti di acqua sorgiva pure ed è importante anche dal punto di vista ambientale. Si tratta di un’area nella quale vengono intubate per lunghi tratti queste risorse idriche, penalizzando un territorio e togliendo opportunità turistiche, che potrebbero rappresentare un’importante fonte reddituale. Sono piccole centraline, al di sotto di un megawatt che hanno un risultato bassissimo in termini di produzione, però creano un grave danno al territorio. Questo problema è diffuso, visto che questi impianti in tutto il Veneto sono circa 2300 e producono una ‘sciocchezza’, appena un ventottesimo rispetto agli impianti superiori, secondo i dati del 2014”.

“C’è una situazione analoga nel Bellunese e molti ricorsi presentati al Magistrato delle acque hanno portato al blocco dei progetti. Serve però un intervento deciso della Regione per stoppare questa esagerazione – il sollecito che proviene dai due consiglieri – C’è una rincorsa continua all’opportunità economica che non valuta l’impatto sul territorio. Zaia e la sua Giunta dovrebbero vigilare sullo sfruttamento delle risorse idriche, anziché incoraggiarlo indirettamente”.

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