Coronavirus, Variati: «Serve più Europa, ma serve ora»

Il sottosegretario dopo l'intervento del premier in video conferenza durante il Consiglio Europeo: «I Paesi membri debbono capire che dalla difficoltà si esce tutti insieme»

Attacco molto duro del premier Giuseppe Conte alle indecisioni dell'Europa in momento economico difficile dove bisogna accellerare con le rispote all'emergenza sanitaria del coronavirus. Il presidente del consiglio italiano, collegato in video conferenza durante il Consiglio Europeo, ha attaccato le posizioni attendiste di alcuni leader europei del Nord: «Se qualcuno dovesse pensare a meccanismi di protezione personalizzati elaborati in passato allora voglio dirlo chiaro: non disturbatevi, ve lo potete tenere, perché l'Italia non ne ha bisogno».  Sul tavolo, la proposta di un Coronabond respinta dalla Germania e dal fronte dei Paesi nordici. 

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«Ha fatto non bene ma benissimo il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ad alzare la voce con l'Europa. Sono da sempre un europeista convinto, ma dico a chiare lettere che se l'Europa ha un senso lo si vedrà davvero in una crisi come quella di queste settimane. Serve collaborazione, serve solidarietà, serve unità. Ma soprattutto sono necessari tre ingredienti. L'intelligenza di capire che quel che sta accadendo non è un problema locale ma globale, che può rinsaldare l'Unione oppure farla collassare. La lungimiranza di rendersi conto che serve un cambio di rotta radicale, a partire ovviamente dal pieno via libera all'innalzamento del debito pubblico dei singoli Stati, ma passando anche dall'attivazione di tutti gli strumenti e tutte le risorse possibili per proteggere i posti di lavoro e mettere in sicurezza imprese e famiglie. E, infine, il coraggio di attuare con determinazione politiche d’emergenza. Il momento, eccezionale, reclama misure altrettanto eccezionali», ha commentato il sottosegretario all'Interno Achille Variati, aggiungendo: «Serve più Europa, ma serve ora, non domani. I Paesi membri debbono capire che dalla difficoltà si esce tutti insieme, non con gli egoismi nazionali. Solo insieme, rivoluzionando quelle regole che oggi non hanno senso e che fino ad ora hanno contribuito ad allontanare il concetto di Europa dalla coscienza delle persone, potremo dare una svolta a questa Unione, attuando finalmente il sogno che animava i suoi padri fondatori».

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