Contrasto alla droga, al via il progetto per arginare il fenomeno

Operatori di strada avvicineranno i tossicodipendenti cronici e i nuovi consumatori che sono sempre più giovani

Il Comune scende in campo contro le tossicodipendenze. Da lunedì è entrato infatti nella fase operativa il progetto Azioni ed interventi per il contrasto alla grave marginalità e alle tossicodipendenze, presentato questa mattina dal sindaco Francesco Rucco e dal vicesindaco con delega alle politiche sociali Matteo Tosetto.

“Il progetto – ha dichiarato il sindaco Rucco - punta ad arginare un fenomeno che i dati provinciali ci dicono essere in forte crescita, con un mercato della droga molto più fiorente a Vicenza che altrove in Veneto. Ciò impone all'amministrazione comunale di fare una riflessione seria su cosa può fare non solo sul fronte della repressione e della deterrenza, ma anche sotto l'aspetto del recupero sociale. Ecco perché se da un lato, in collaborazione con le forze dell'ordine, proseguiamo con gli interventi repressivi su spacciatori e consumatori, dall'altro mettiamo in campo iniziative di prevenzione e di recupero, sia nelle scuole sia direttamente nel territorio, insieme al Serd dell'Ulss 8 Berica”.

“Con questa iniziativa - ha aggiunto il vicesindaco Tosetto - cerchiamo di dare una risposta importante ad un vero e proprio allarme sociale. Vicenza è sempre più crocevia dello spaccio di stupefacenti e ciò sta generando un acuirsi del problema. Di qui la necessità di intervenire, come accadeva un tempo, direttamente sul territorio, per agganciare in modo capillare i tossicodipendenti cronici e soprattutto i nuovi consumatori che risultano essere sempre più giovani. Ci preoccupa, in particolare, il ritorno dell'eroina iniettata in vena che in città ad decenni era pressoché scomparsa. Con questo progetto rimettiamo in moto le strategie di un tempo, andando direttamente sulla strada con operatori qualificati per incontrare, ascoltare e cercare di recuperare chi cerca nello sballo una risposta al proprio disagio”.

Grazie, dunque, al sostegno della Fondazione Cariverona, che ha erogato al Comune di Vicenza un contributo di 100 mila euro, per un intero anno e per 70 ore la settimana 6 operatori di strada divisi in 3 gruppi da 2 persone avvicineranno i tossicodipendenti cronici e i giovanissimi nuovi consumatori direttamente nelle zone di spaccio e di ritrovo.

Sarà Campo Marzo il baricentro del progetto, che avrà come riferimento fisico l'ex biblioteca individuata, non appena sistemata, come base operativa dell'iniziativa. Ma l'azione degli operatori si estenderà da un lato fino alla zona di Ponte Furo e piazzetta Santi Apostoli, e dall'altro fino a viale Milano, viale Torino e il quartiere San Giuseppe, compreso il parco delle Fornaci o altre zone della città dove saranno segnalate situazioni di disagio.

L'attività degli operatori di strada, appartenenti alla cooperativa sociale Il Cosmo che si è aggiudicata il servizio, è stata accuratamente progettata da Comune, Serd dell'Ulss 8 Berica e cooperativa stessa, dopo un'attenta analisi dell'evoluzione del fenomeno che ha tenuto conto anche delle riflessioni condivise con rappresentanti del privato sociale, del volontariato, dell'ufficio scolastico provinciale e della Prefettura.

In particolare, a fronte della generale percezione dell'espandersi del problema, sono state individuate due tipologie di consumatori. Vi sono infatti i cosiddetti “tossicodipendenti cronici” che vivono in una condizione di marginalità quotidiana, senza lavoro e senza dimora, producendo - se non aiutati - disagio e costi sociali ed economici per tutta la collettività (devianza sociale, sviluppo o riattivazione di dipendenze patologiche e disagio psicologico). Parallelamente, però, sono sempre di più i giovanissimi che si avvicinano e sperimentano le sostanza psicotrope fin dai 14 anni d'età.

Le azioni degli operatori seguiranno pertanto due strade.

Da un lato si lavorerà per contenere il problema generato dalle situazioni di cronicità dal punto di vista sanitario e sociale, rilevati sia il ridotto accesso di molti di questi soggetti ai servizi socio-sanitari sia l'aumento dell'uso iniettivo e delle relative problematiche (incremento di patologie correlate a tale uso, ricoveri ospedalieri, episodi di overdose, rischio infettivo per la salute pubblica dovuto all’abbandono di siringhe).

Dall'altro si opererà per intercettare il più precocemente possibile i giovani consumatori (14/24 anni), in modo da favorire il contatto con i servizi specialistici e la presa in carico precoce.

Gli interventi nei confronti dei giovani consumatori di sostanze psicotrope, in particolare, seguiranno le modalità proprie del lavoro educativo di strada, offrendo un contesto relazionale ed educativo tale da poter costruire relazioni di fiducia per una successiva presa in carico da parte dei servizi sociali e sanitari.

Concretamente, per almeno 5 giorni e 70 ore alla settimana le 3 equipe di educatori si recheranno direttamente nelle zone segnalate avvicinando con colloqui individuali di counseling e informazione sia i tossicodipendenti cronici sia i nuovi consumatori. Sarà effettuato anche un servizio di smaltimento delle siringhe usate e distribuito materiale informativo, saranno organizzati momenti di formazione sanitaria, di educazione civica, di informazione legale.

Tutte le attività saranno svolte in coordinamento con gli operatori del Serd, dell’equipe per i senza dimora, e con i servizi sociali.

Alcuni dati

Gli ultimi dati disponibili (anno 2018) evidenziano che su 2746 pazienti in trattamento al Serd (per alcol, gioco d'azzardo, sostanze stupefacenti e tabacco), 1644 sono tossicodipendenti di cui 1016 fanno uso di eroina. La fascia d'età più rappresentata è quella dai 25 ai 29 anni.

Sono 55 i giovanissimi under 20 in carico al servizio dipendenze per uso di stupefacenti o abuso di alcolici.

Sono circa 20 le persone in situazione di grave marginalità che fanno uso di droghe segnalate come frequentatori abituali di Campo Marzo nei primi mesi del 2019, a cui si aggiungono altre 5 persone che stazionano in altri spazi pubblici.

Di queste 6 sono residenti a Vicenza, 9 in Veneto, le altre risultano quasi tutti senza fissa dimora.

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