Catastrofe in Veneto: «Agire subito o saremo anche noi migranti climatici»

E' un Erasmo Venosi infuriatissimo quello che spiega che ci sono delle responsabilità oggettive per quello che è accaduto sulle nostre montagne: "La gente dovrebbe uscire per le strade a protestare"

Il grafico dell'Ispra sul consumo del territorio

"Bisogna muoversi subito o gli effetti del riscaldamento globale diventeranno irreversibili! E non ci dicano che siamo ambientalisti da salotto: fino a pochi anni fa ci davano dei terroristi quando già denunciavamo l'emergenza!".

E' furibondo Erasmo Venosi, il professore ex esponente dei Verdi, dopo la catastrofe che ha colpito il Paese e in particolare il suo Nord Est.

Il riscaldamento globale

"Complessivamente sono stati  nulli gli sforzi (minimi) compiuti dal 1990 per contrastare il riscaldamento globale e le potenziali conseguenze di cambiamento climatico. I dati sono della NASA e registrati dalla sonda spaziale OSIRIS -REX in viaggio verso l'asteroide Bennu - spiega con la consueta precisione - Le emissioni rispetto al 1990 sono aumentate del 12% per quanto riguarda il metano e del 14% per la anidride carbonica. Entrambi questi gas incidono per il 76% sull'aumento delle emissioni e quindi degli effetti generati dal riscaldamento globale" 

E la responsabilità è di tutti, anche nei piccoli comportamenti quotidiani: "Ogni italiano produce ogni anno oltre 5 tonnellate di anidride carbonica. Bruciando un litro di benzina nell'auto si producono 2,3 chili di anidride carbonica. A livello globale: estraiamo ogni anno 10 miliardi di tonnellate di carbonio fossile (petrolio, metano e carbone) disperdendo in tmosfera 36 miliardi di tonnellate di anidride carbonica (diossido di carbonio) - e conclude - Tra un mese a Katowice in Polonia si terrà la 24 COP per, speriamo, definire gli impegni sulla riduzione delle emissioni: rischia di essere l'ultimo appello, sperando che non sia già tardi".

"Intanto da noi la unica risposta possibile oggi si chiama "adattamento territoriale" agli effetti del riscaldamento globale. Fatto qualcosa ? No. Solo business dell'allegato infrastrutture sulle cosiddette grandi opere sostenute da una vasta schiera di parlamentari e politici in genere - e lancia un appello - Spero che i cittadini si indignano e urlino la loro sollecitazione a utilizzare i soldi stanziati per le "grandi opere = grandi affari" verso la manutenzione sismica, idrogeologica e di bonifica del territorio"

Il consumo del suolo

"Le sciocchezze espulse dalla bocca di Salvini - punta il dito Venosi - sull'ambientalismo da salotto che, a suo dire, una responsabilità la avrebbe in questa tragedia annunciata e reiterata negli ultimi 50 anni evidenziano ancora una volta l'ignoranza crassa sua e di chi lo accompagnava nel sorvolo del Veneto cioè Zaia".

"Il dissesto idrogeologico è dovuto prevalentemente alla mancata manutenzione del territorio, uso di risorse scarse per impermeabilizzare il territorio, come la costosa e deserta autostrada BresciaBergamoMilano, altrettanto dicasi della Pedemontana Lombarda e Veneta - prosegue - Ignobile il procedimento e la magia di scaricare sul pubblico nel caso della Pedemontana veneta, un investimento che doveva essere privato, cioè concessione più project financing".

"Lui forse nemmeno ha sentito mai parlare della commissione De Marchi nominata nel 1967 fini i lavori nel 1970 e degli interventi che dovevano essere fatti - spiega - Invece il dissesto è aumentato mentre le Regioni , che maggiormente hanno cementificato sono proprio la regione Lombardia gestita dalla Lega sia direttamente che indirettamente negli ultimi 20 anni. Altrettanto dicasi per il Veneto".  "Sarebbe necessario un adattamento territoriale a questi effetti introducendo questa variabile negli strumenti di pianificazione. Invece bisogna sentire i ragli del politicume specializzato" è la conclusione.

Cosa fare? 

"E' urgente negoziare con Bruxelles un piano straordinario sugli adattamenti climatici e poi lavorare con le più alte competenze a disposizione: penso, ad esempio, da una stretta collaborazione tra le Università e le Regioni". E bisogna farlo subito: "La catastrofe avvenuta in Altopiano potrebbe essere solo l'inizio: le conseguenze di una simile strage di foreste saranno sin da subito gravi, sia per la qualità dell'aria che per la sicurezza del territorio: rischiamo di doverci aggiungere alla lista dei "migranti climatici"...". 

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