Acque del Chiampo, il sindaco della città del grifo pronto alla revoca delle deleghe del cda

È bufera sulla multi-servizio dell'Ovest vicentino sulla quale si addensano pure alcune ombre in tema di consulenze nonché su una misteriosa richiesta di accesso ai libri sociali: il consigliere delegato Pellizzari nel mirino della giunta arzignanese

una foto della giunta del comune di Arzignano (repertorio, foto di Marco Milioni)

«Il sindaco di Arzignano Alessia Bevilacqua, il sindaco di Nogarole Romina Bauce e il sindaco di Altissimo Omar Trevisan, soci di Acque del Chiampo per un capitale di oltre il 60%, hanno firmato e dato avvio alle procedure di revoca dell'intero consiglio di amministrazione di Acque del Chiampo». Seguiranno a breve «le nuove nomine». È laconica la nota diffusa oggi dai tre amministratori dell'Ovest vicentino in forza della quale si annuncia il ben servito all'attuale cda della multi-servizio del comprensorio. La decisione presa ieri 19 febbraio è stata resa pubblica stamani e costituisce l'ennesimo capitolo di una querelle che va avanti da giorni.

LA SCINTILLA
La scintilla che aveva fatto definitivamente deflagrare la tensione era scoccata a scavalco tra la settimana passata e quella in corso. In consiglio comunale la maggioranza, che ad Arzignano è a trazione leghista, aveva puntato l'indice sulla festa di fine anno organizzata dai vertici aziendali. Un evento con tanto di «fate danzanti» e coreografia sgargiante considerato assolutamente fuori luogo da Giorgio Gentilin, una delle punte di diamante in seno alla maggioranza consiliare del municipio della città del Grifo. Il consigliere peraltro aveva preso carta e penna mettendo a punto una mozione di fuoco formalmente rivolta all'amministrazione, ma che in realtà prendeva di mira il consigliere delegato di Acque del Chiampo (nota come Adc), ossia Andrea Pellizzari: un volto molto noto nella politica dell'Ovest vicentino. L'opposizione peraltro, sia nella sua componente di centrosinistra, sia nella sua componente centrista vicina anche a Fi, aveva bollato l'iniziativa di Gentilin come strumentale: ossia pensata solo al fine di collocare le persone vicine alla attuale maggioranza nel valzer delle prossime nomine sia in Adc sia nelle sue controllate, tanto che sui media si era fatto il nome pure della figlia del consigliere Gentilin, il quale è stato fino a pochi mesi fa sindaco di Arzignano in una coalizione di centrodestra con una forte compoente leghista. Per di più proprio la parabola di Gentilin farebbe pensare ad una staffilata rivolta a Pellizzari ampiamente condivisa dalla attuale giunta della città del grifo: da mesi in rotta proprio con l'ex alleato Pellizzari.

QUESTIONE DI TRASPARENZA
C'è però un punto dirimente che non è ancora stato risolto. Nella sua mozione, firmata da altri consiglieri di maggioranza peraltro, l'accusa più grave mossa da Gentilin è quella di mancanza di trasparenza. L'ex primo cittadino spiega infatti nella sua mozione spiega che «durante il consiglio comunale del 19 dicembre 2019» era stata chiesta ufficialmente dallo stesso Gentilin «copia e rendiconto delle spese di rappresentanza sostenute da Acque di Chiampo...» e che «... dalla rendicontazione delle spese richiesta, pervenuta in data 27 gennaio 2020 al protocollo numero 3641/2020 non è stato possibile individuare l'importo speso per organizzare la festa in oggetto».

Si tratta di un passaggio delicato perché la mancata ostensione da parte di un soggetto pubblico della documentazione nei confronti di una parte che ne ha titolo può configurare il reato di rifiuto od omissione in atti d'ufficio. Di più, se si compulsa con attenzione lo storico degli incarichi esterni affidati da Acd a terzi, si può notare una voce singolare. Il 30 dicembre dell'anno scorso la società approva una spesa di quasi tremila euro per una consulenza legale affidata all'avvocato Giovanni Ferasin del foro di Vicenza.  Ancor più singolare è la giustificazione dell'ingaggio: «Servizio di consulenza legale in tema di diritto di accesso ai libri sociali».

OMBRE SULL'ACCESSO AGLI ATTI: LA CONSULENZA MISTERIOSA
Chi avrebbe chiesto un accesso ai libri sociali della spa? Di che accesso si tratta? Si tratta di atti relativi al consiglio di amministrazione? Oppure di altri organi come il collegio dei revisori? La richiesta è quella di un privato cittadino? È quella di un socio di Acque del Chiampo? Si tratta di una richiesta che ha a che fare con quella di Gentilin, visto che quest'ultimo lamenta di non avere avuto soddisfazione circa i compensi erogati per l'organizzazione della festa sia per l'importo sia per il soggetto cui sarebbe stata affidata? Alla richiesta è stato dato seguito oppure no? E con quali motivazioni? Chi scrive ha chiesto i chiarimenti del caso all'azienda, dalla quale però, almeno per il momento non è stato possibile sapere alcunché.

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Più in generale la querelle sorta attorno alla festa di fine anno avrebbe lasciato l'amaro in bocca a più di qualche consigliere sia di maggioranza che d'opposizione. In modo riservato a più riprese sarebbe stata avanzata la richiesta di vederci chiaro sul pacchetto di consulenze, affidamenti esterni ed erogazioni liberali in capo non solo ad Adc, ma pure alla controllata Arica (per quest'ultima le preoccupazioni si limiterebbero alle consulenze esterne e non alle donazioni). Un occhio particolare sarebbe stato richiesto per le spese legali e la comunicazione considerate una vera e propria nota dolente. «Qualcuno per troppo tempo potrebbe avere considerato Acd un bancomat»: questa è la voce che si sente ripetere a mezza bocca nei corridoi di piazza Libertà.

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