Supermercato all'ex Barcaro? «Il sì non è dovuto»

Il comitato «Vicenza est Più verde» prende posizione contro l'insediamento che dovrebbe sorgere in zona Aldo Moro e chiede alla giunta uno stop al consumo del suolo

Una veduta dell'area ex Barcaro in zona Vicenza est (archivio, foto di Marco Milioni)

«Per noi il contrasto al consumo di suolo è una cosa seria e vogliamo condividere questa battaglia con il resto dei gruppi ambientalisti del capoluogo». A parlare è Lucio Zaltron, uno dei volti più noti del comitato «Vicenza est più verde» che da settimane è impegnato in un faccia a faccia con il Comune di Vicenza che pare intenzionato a dare l'ok alla realizzazione all'ennesimo centro commerciale nell'ex area Barcaro in zona viale Aldo Moro. L'ultima uscita del comitato è una lunga nota datata 21 dicembre nella quale nero su bianco è scritto si parla di «proliferazione irrazionale dei supermercati in tutta la città e di una politica urbanistica che non considera la risorsa suolo, come dovrebbe essere: limitata e non rinnovabile». Si tratta di parole precise mentre il comitato fa sapere che non ha intenzione di rimanere alla finestra.

Zaltron che cosa ha spinto vi ha spinto a prendere una posizione così netta?
«Io credo che la politica non si stia rendendo conto di quanto il consumo di suolo portato alle estreme conseguenze possa nuocere alla qualità della vita».

Sulla eventualità di realizzare un supermercato nell'area ex Barcaro voi siete scettici, come mai?
«Ci sono tanti aspetti da considerare. Aspetti di ordine locale e aspetti di ordine generale. Tanto per cominciare quel quadrante della città di Vicenza è già ben saturo. Lo si vede ad occhio. Io però credo che la giunta comunale di Vicenza ormai sia definitivamente intenzionata a dare il via libera alla lottizzazione in quel sito che un tempo ospitava un insediamento industriale».

L'esecutivo guidato da Francesco Rucco ritiene che ci siano pochi margini per discutere visto che i privati accamperebbero diritti acquisiti su un'area che dai tempi delle giunte di centrodestra dei primi anni Duemila. Ma le cose stanno davvero così?
«No, le cose non stanno per nulla così. Questa è la cosa grave. I piani sono scaduti quindi il privato sul piano della legge non può accampare alcun diritto. Il fatto di realizzare nuove edificazioni in loco è una scelta politica di questa amministrazione. Che è una cosa ben diversa».

E quindi?
«Noi non abbiamo intenzione di starcene con le mani in mano. Faremo sentire la nostra voce. Piano piano stiamo mettendo in piedi un coordinamento tra i comitati cittadini affinché la questione del consumo di suolo diventi un tema cruciale della vita cittadina. Questo embrione di coordinamento peraltro ha cominciato a muovere i primi passi il 29 di novembre proprio durante l'ultima manifestazione dei collettivi del Fridays for future. Chiaramente abbiamo molta strada da fare per consolidare i collegamenti tra le singole realtà».

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