Maltempo in Veneto «Un nubifragio»: le previsioni per i prossimi giorni

La giornata di martedì è stata contrassegnata da diversi"flash flood" che hanno interessato in maniera significativa diverse zone della regione, tra le quali la parte meridionale dei Colli Berici. Ma i meteorologi portano buone nuove in vista del weekend

Una strada allagata a Vicenza nei giorni scorsi

"Flash flood" o, per meglio dire pioggia a secchiate nel giro di poche ore. I meteorologi del centro meteo Arpav non hanno dubbi: la giornata di martedì è stata contrassegnata  tecnicamente da un "nubifragio", al di fuori di qualsiasi metafora per indicare l'ennesima giornata di maltempo. Tra le zone più colpite il Trevigiano e il Veneziano ma criticità si sono registrate anche nei Colli Berici mentre la pianura berica è stata interessata da alcuni piccoli "tornadi".

 Ma cosi ci aspetta nei prossimi giorni:  a conclusione di un mese di maggio record per freddo e piovosità? 

Tra lunedì e mercoledì la regione è stata interessata da una nuova fase di maltempo con precipitazioni diffuse, anche intense ed abbondanti martedì e significativo calo termico il giorno dopo. Dopo le pioggie estese, ma non intense,  del 27 maggio, un nuovo impulso perturbato proveniente da nordovest ha interessato la regione dal pomeriggio del 28 apportando una fase di maggiore instabilità, favorita sia dall’ingresso di aria più fredda in quota sia dall’aumento delle temperature al suolo nelle ore centrali di martedì: di conseguenza si sono verificati frequenti fenomeni temporaleschi anche intensi nel corso del pomeriggio e della sera in diverse zone della pianura.

Nei prossimi giorni, a partire da giovedì 30, il tempo tenderà a divenire via via più stabile e soleggiato con temperature in aumento, anche marcato nei valori massimi fino a ritornare in linea con le medie del periodo nel corso del weekend.

IL TORNADO A QUINTO VICENTINO: IL VIDEO

I NUBIFRAGI DI MARTEDÌ

I primi temporali  si sono sviluppati nella pianura centro-orientale (Veneziano centrale e Trevigiano) nel primo pomeriggio di martedì. Da metà pomeriggio l’instabilità è rapidamente aumentata e le precipitazioni hanno interessato tutta la regione, con frequenti rovesci e temporali che in alcune zone sono stati di forte intensità e abbastanza persistenti o ripetuti, determinando significativi accumuli di pioggia che sono arrivati fino a 110.6 mm a Portogruaro. 

Tra le zone interessate dai fenomeni più significativi si segnalano  la parte meridionale dei Colli Berici; Il Trevigiano in modo diffuso; Il medio-alto Veneziano in modo diffuso; a pianura meridionale; a zona a est di Verona est; L’area tra Padova est, Mestre e Trebaseleghe-Castelfranco. Nel corso della serata le precipitazioni si sono temporaneamente esaurite ad ovest e a sud, mentre sono continuate nelle altre zone. I fenomeni più intensi si sono esauriti nelle prime ore di mercoledì. In seguito le precipitazioni sono state di entità assai minore e non a carattere di temporale.

LO STATO DI CRISI

In considerazione dei nubifragi che stanno interessando il Veneto, con pesanti conseguenze per privati, famiglie, aziende, nonché per l’agricoltura e le opere pubbliche, il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha disposto che i decreti di stato di crisi varati il 5 e il 21 maggio scorso siano estesi anche agli eventi meteorologici delle ultime ore.

Il presidente, inoltre, è tornato a sollecitare il Governo affinché, considerata la gravità della situazione dell’agricoltura anche a livello nazionale, possa essere adottato uno specifico provvedimento di emergenza per il settore. Gli uomini dell’assessorato all’Agricoltura e i tecnici di Avepa sono attualmente impegnati nell’effettuare rilevazioni e verifiche dei danni subiti dalle colture e dalle aziende agricole così da poter inviare un censimento ai Ministeri interessati nel più breve tempo possibile.

Nel frattempo, il presidente Zaia invita i sindaci a predisporre quanto prima il censimento dei danni subiti dai propri territori e a darne comunicazione alla Regione in modo da poterli inoltrare, nei tempi previsti, al Dipartimento nazionale della Protezione Civile, contestualmente alla relativa richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza.

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