Vino vicentino: come scegliere il migliore per le feste

Non sai che vino regalare o portare in tavola per le feste? Per non sbagliare qui trovi la selezione dei migliori vini e le bottiglie più richieste dai vicentini. Ecco i consigli di una esperta per non fare brutta figura

Dato che Babbo Natale non ha necessariamente il talento di un sommelier, ecco dei consigli per abbinamenti enogastronomici di successo per Natale e durante le feste. Perchè non è vera festa se la bottiglia non è buona.

Inizia con un vino bianco o uno spumante

Un'elegante bolla o bianco può creare un'atmosfera festosa energizzando le papille gustative. Per esempio un Durello o un Prime Bollicine della cantina Le Vigne di Roberto, da uve: Vespaiola 50%, Chardonnay 25%, Pinot Nero 25% cresciute a Fara, ha un perlage fine, persistente e un profumo intenso ed elegante.
Su salmone, trota affumicata, capesante appena saltate in padella o nel carpaccio, pasta sfoglia con frutti di mare o funghi o soufflé, il bianco frizzante è perfetto.
Per l'opzione senza bolle, si può prendere un bianco minerale come Riesling, Soave, Lugana, Vernaccia di San Gimignano.

Vini dolci con i dolci, ma anche con il formaggio

C’è da scegliere tra Sauternes, o i passiti veneti che nulla hanno da invidiare ai francesi: Valpolicella Recioto, da uve rosse; o il bianco e floreale Recioto Soave D.O.C.G (il primo vino veneto che ha potuto fregiarsi della “Garantita”), molto interessante anche il tipico Recioto Gambellara, l’unico e prestigioso Vin Santo a Denominazione d’Origine del Veneto. Tra i veronesi troviamo anche il Bianco di Custoza Passito, mentre più a Est, si producono il Lessini Durello Passito, dolce dalle venature asprigne, e il Torcolato Breganze, passito “dolce non dolce”, preveniente dall’autoctona uva Vespaiola.

Servi il vino dolce in piccole quantità, in modo da non saturare le papille gustative, osa l'alleanza vino dolce con formaggio, è più interessante che abbinato alla marmellata! 

Dessert

Si possono proporre vini molto diversi, un gewurztraminer piace sempre. Con il cioccolato fondente mantieni il rosso rotondo e strutturato del piatto principale. Con pere o frutti esotici, sapori speziati, o vaniglia, pensa ad un moscato.

Per evitare di creare saturazione moltiplicando i vini, sii attento alle quantità. Guarda la temperatura, sono spesso serviti troppo caldi, il che li rende meno piacevoli.

Ma che vini scelgono i vicentini

La signora Lucia Bassan del Bibe Market è in un momento di grande pressione, tutti vogliono sapere qual è la bottiglia giusta  e il suo negozio storico in città è preso d’assalto. Ecco alcuni consigli:

I vicentini stanno comprando di tutto, ma soprattutto vini del territorio, specialmente rossi.

Bianchi

Per i bianchi da aperitivo o per il pesce i più scelti sono: Breganze Bianco , il Bidibi di Maculan e il Gambellara di Cavazza. Due cantine che da anni lavorano molto bene e ottengono continui riconoscimenti.

Rossi

Tra i rossi grande richiesta per il Thai di Piovene Porto Godi. Il Tocai Rosso, la varietà autoctona per eccellenza, è un vino simbolo dei colli. L’uva è una stretta parente del Grenache francese e della Garnaccia spagnola e fu introdotta nei Berici probabilmente ad opera dei canonici di Barbarano, in contatto con i vescovi di Avignone.
Il Tocai rosso è delicato con profumi floreali e un marcato sentore di ciliegia, fragola e nota di pepe. 
Altro rosso importante Terra dei Rovi Colli Berici Rosso. La Cantina Dal Maso ha fatto uno splendido melange con quattro vitigni a bacca rossa coltivati sui Colli Berici: si sentono i frutti rossi percepibili all’olfatto che vengono dal Cabernet Sauvignon, la speziatura del Tai Rosso, l’eleganza del Merlot e la forza del Carmenére.

Dolci

Se il dessert è con cioccolato la bottiglia perfetta è il Barolo Chinato e il vicentino lo sa e lo prenota per tempo. Due vini che durante le feste è impossibile non mettere in tavola sono: il “Dindarello” un passito (Moscato Bianco in purezza) con i profumi e gli aromi tipici dell’uva moscato, e una fragranza floreale e fruttata.
Il “Torcolato” un passito di uve Vespaiola, con profumi di miele e cannella. Lo si faceva già all’inizio del Novecento. Poi negli anni '70 Maculan cambia formula, via la pesantezza liquorosa. Il Torcolato diventa vino da meditazione ora è il nostro Sauternes.

Per gli amari ci si può affidare con fiducia alla Carlotto di Valdagno, con il suo secolo di storia ha molti distillati interessanti.

Bere meno bere meglio
In negozio ci sono clienti di tutte le età ognuno con varie richieste, ma la cosa da rilevare è che il consumatore è cresciuto, ora sceglie il meglio, con grande attenzione alle eccellenze della nostra provincia.

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