Anche a Vicenza è invasione di cavallette: ecco la guida per scacciarle

L'allarme arriva dalla provincia della città berica dove si sono registrate diverse infestazioni dell'insetto. Ci sono dei trucchi per cercare di arginare il problema ma l'ideale per debellare definitivamente il fenomeno è la prevenzione

Cavalletta dei prati

Puntuali anche quest’anno sono tornate le cavallette. L’invasione non è certo a livelli biblici ma l’allarme è scattato comunque in particolare a San Germano dei Berici: a rischio sono soprattutto le colture di legumi, ortaggi ma anche piante da frutto come il ciliegio e le viti.

CONOSCIAMOLE. Le cavallette compiono una generazione all’anno, i primi adulti compaiono in luglio e si spostano in volo per brevi distanze. In caso di forte infestazione sono riunite in gruppi e ricoprono interamente il terreno.

QUALI SPECIE. Sergio Carraro, tecnico agronomo dell'Istituto di Genetica e Sperimentazione Agraria “N. Strampelli” di Lonigo segnala la presenza in particolare di due specie: “Nel nostro territorio ci sono il Barbitistes Vicentinus, autoctono e piccolo, che vive soprattutto sui Colli Berici e il più comune e diffuso Calliptamus Italicus o cavalletta dei prati. Entrambe non creano problemi agli uomini ma se la prima è una specie arboricola, che predilige salire sugli alberi, la seconda è molto vorace, vive in gruppo nel passaggio all'età adulta e mangia tutto ciò che trova a terra: fagioli, patate, verdura, erba medica. Non disdegna nemmeno le piante da frutto e si sposta soprattutto camminando".

SCACCIARLE. E allora che fare? Un buon modo di scacciarle è quello di allevare animali quali faraone o fagiani e anche animali quali le lucertole, i rospi e i topi vanno ghiotti di questo insetto.

DEBELLARE IL FENOMENO. Ma se gradite queste ultimi ancora meno dell’insetto, allora o si usano prodotti contenenti deltametrina, oppure si cerca di prevenire individuando innanzitutto le grillare, ovvero il luogo dove le uova vengono depositate. E di solito sono terreni sodi, prati permanenti o terreni incolti, non lavorati ed esposti a sud.

SI STANNO RINFORZANDO. Per Carraro la prevenzione è l’unica soluzione per debellare il fenomeno, anche perché gli insetti sembra si stiano fortificando: “E’ strano che con una stagione così piovosa ci si ritrovi di fronte a questo fenomeno. L'acqua porta dei funghi che distruggono le uova depositate sul terreno. Evidentemente qualcosa si è alterato a livello di equilibrio biologico e questo fa pensare”.  

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