Diventa consulente del lavoro: come fare, requisiti, studi, esame di stato

Si occupa di contratti, paghe, inquadramento fiscale. Se ti piacciono i numeri e il diritto quella del consulente del lavoro è sicuramente una carriera che fa intravedere al termine del percorso di formazione una retribuzione e una posizione sociale di tutto rispetto

Il consulente del lavoro è una professione sempre più richiesta dalle aziende. In generale questo professionista si occupa di coadiuvare grandi e piccole aziende nella gestione del personale nel rispetto delle leggi vigenti in materia.

Cosa fa il consulente del lavoro

  • Effettua l’inquadramento dei dipendenti di un’azienda;
  • Assolve agli adempimenti previdenziali e assicurativi;
  • Elabora paghe e contributi;
  • Funge da consulente nei contenziosi;
  • Funge da consulente in materia di lavoro;
  • Offre consulenza tecnica di ufficio o di parte;
  • Esercita funzioni in ambito delle segnalazioni di denuncia di attività di antiriciclaggio e finanziamento del terrorismo.

Cosa deve conoscere

  • Diritto privato e pubblico
  • Economia aziendale
  • Adempimenti e scadenze fiscali
  • Elementi della normativa sulla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori in tutti i settori di attività privati e pubblici
  • Elementi di ragioneria
  • Normativa in materia di tutela della Privacy
  • Diritto del lavoro, sindacale e tributario
  • Normativa previdenziale e pensionistica
  • Normativa sui contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL)
  • Procedure di gestione del personale
  • Elementi di normativa fiscale e tributaria
  • Sistemi retributivi
  • Normativa sul mercato del lavoro
  • Tecniche di gestione contabile e finanziaria e della contrattazione
  • Vocabolario tecnico fiscale, del lavoro e della legislazione sociale

Il percorso di studi 

  • Titolo di studio universitario
  • Praticantato
  • Esame di Stato e iscrizione all’Albo

Per diventare un consulente del lavoro è necessario il conseguimento di un titolo universitario. Non essendo prevista una laurea specifica si consigliano facoltà come: scienze dei servizi giuridici, scienze dell’economia e della gestione aziendale, economia, giurisprudenza, scienze politiche e delle relazioni internazionali, teoria e tecniche della formazione e dell’informazione giuridica.

Una volta conseguita la laurea, si passa al praticantato necessario per poter accedere all’Esame di Stato ed essere così inseriti nell’Albo di categoria. Il praticantato consiste in un tirocinio non superiore ai 18 mesi, presso lo studio di un consulente o di uno dei professionisti indicati dall’art. 1 della legge 12/1979.

È, inoltre, necessario iscriversi al registro dei praticanti per attestare il periodo di tirocinio presso uno studio accreditato. È possibile anche svolgere la pratica durante gli studi.

Il passo successivo consiste nel superamento dell’Esame di Stato necessario per poter esercitare la professione e iscriversi all’Ordine dei Consulenti del Lavoro e al relativo Albo professionale.

L’Esame di Stato viene svolto nelle commissioni territoriali formate da membri del Ministero del Lavoro, dell’Inps, dell’Inail e da un professore ordinario di materie giuridiche. Sono previste due prove scritte ed una orale.

Al superamento dell’esame, come abbiamo detto, bisogna iscriversi all’Albo dei consulenti del lavoro, secondo la Legge n. 12/1979.

Infine oltre all’iscrizione all’albo dei consulenti del lavoro è obbligatoria anche la formazione professionale continua, fissata in un tetto minimo di 50 crediti formativi da raggiungere entro due anni.

Quanto guadagna

Nella libera professione 
Una delle ultime indagini parlava di circa 80.000 euro l’anno per un consulente del lavoro con un discreto giro d’affari, ai quali però ovviamente vanno sottratti i costi per l’esercizio della professione (tipicamente gli spostamenti quando necessario, il mantenimento dell’ufficio, etc.)
Si tratta comunque di redditi importanti che, è il caso di dirlo, difficilmente si raggiungono anche con percorsi analoghi per difficoltà degli stessi e per durata.

Chi lavora in impresa
Chi lavora nelle aziende tende a guadagnare di meno, senza però dover necessariamente sottostare a quelli che sono gli alti e bassi della libera professione.
La scelta, tra le altre cose, non è definitiva, in quanto nulla vieta, anche in futuro, di passare alla libera professione, soprattutto se quanto offerto dal lavoro dipendente non dovesse essere soddisfacente sotto il profilo professionale e di carriera.

Per informazioni a Vicenza rivolgersi a

Consiglio Provinciale CDL di Vicenza

Corso SS. Felice e Fortunato, 62

36100 Vicenza (VI)

La segreteria è aperta nei seguenti orari:

tutte le mattine dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.00

i pomeriggi di martedì e giovedì dalle ore 14.30 alle ore 16.30.

Telefono: 0444 322028

http://www.consulentidellavoro.vi.it/

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