"Giocando con l'Arte" sulle creazioni geniali di Gino Pellegrini a Schio

  • Dove
    Palazzo Fogazzaro
    Via Fratelli Pasini, 44
    Schio
  • Quando
    Dal 07/12/2016 al 26/02/2017
    Martedì e venerdì 9-13; mercoledì e giovedì 9-13 e 14-18; sabato, domenica e festivi 10-12.30 e 16-19; Chiuso domenica 25 dicembre per Natale e domenica 1 gennaio 2017
  • Prezzo
    Prezzo non disponibile
  • Altre Informazioni
    Evento per bambini
"Giocando con l'Arte" (immagini di archivio)

Da mercoledì 7 dicembre 2016 a domenica 26 febbraio 2017 si potrà visitare la grande mostra antologica "Giocando con l'Arte", dedicata allo scenografo e pittore berico Gino Pellegrini, presso Palazzo Fogazzaro di Schio in via Pasini 44. L'esposizione, curata da Osvalda Clorari Pellegrini e Patrizio Peterlini, è un progetto riguardante le innumerevoli sfaccettature dell’opera dell’artista vicentino recentemente scomparso. Gino Pellegrini, originario di Lugo di Vicenza, emigrò sedicenne negli Stati Uniti, dove si formò come scenografo, lavorando per 15 anni a Hollywood per le produzioni di "Metro Goldwyn Mayer", "Century Fox", "Walt Disney", "20th Century Fox", "Columbia", "Warner Bross", "Universal". Nella sua brillante carriera disegnò e dipinse le scenografie di alcuni film mitici, come "L'Ammutinamento del Bounty di Lewis Mileston (1962); "Gli Uccelli" di Alfred Hitchcock (1963); "Indovina chi viene a cena" di Stanley Kramer (1967); "Il Pianeta delle Scimmie" di Franklin J. Schaffner (1968); "2001 Odissea nello Spazio" di Stanley Kubrik (1968). Dopo il lavoro negli "studios hollywoodiani", rientrò in Italia, stabilendosi inizialmente a Zanè fino al 1974 e successivamente in Emilia Romagna. In Italia si dedicò alla pittura sviluppando essenzialmente due filoni. Da una parte si dedicò ad una pittura iperrealista con ascendenze surrealiste in cui sono evidenti i riferimenti metaforici alla cultura antropologica e ambientale. Dall’altra parte sviluppò una pittura di derivazione pop, che riprende l’esperienza maturata durante la sua partecipazione al movimento del decennio precedente con mostre all’Otis Art Institute di Los Angeles, al Pasadena Art Museum, all’Austin College of Fines Arts, al Museum of Art di Santa Barbara.

Mosso da grande curiosità e versatilità Pellegrini sperimenta nel corso degli anni numerose tecniche pittoriche, espresse sia su spazi immensi, come le pubbliche piazze, sia su minuscoli pezzi di carta. L’indagine serrata della realtà, evidente in tutta la sua ricerca pittorica, porta l'artista vicentino a sviluppare un interesse profondo verso i materiali, che la natura stessa offre, come ramoscelli, foglie, spighe di grano, zolle di terra: da oggetti da riprodurre con la tecnica pittorica diventano oggetti da utilizzare direttamente nella creazione delle opere. Da un primo utilizzo di tali materiali di tipo "collagistico", Pellegrini passa, a partire dalla seconda metà degli anni Settanta, grazie all'utilizzo di un telaio a mano regalatogli dall’amico Luigi Bonotto, a sviluppare la straordinaria serie delle "Tessiture". La sua formazione di scenografo, radicata nella cultura artigianale delle mani, lo porta a sperimentare numerose altre pratiche artistiche ed artigianali. Nella sua casa-laboratorio, vera e propria fucina artistica tra pennelli, colori, saldatori, pialle, trapani e attrezzi vari, Gino Pellegrini utilizza foglie, rami, sassi, fil di ferro, ruderi di finestre o mobili con la stessa sensibilità con cui usa i colori. La sue creazioni sfociano negli ultimi anni in spettacoli pittorico- scenografici allestitivi corali, in cui pittura, falegnameria, tessitura e tensione poetica confluiscono armoniosamente insieme, come un "gioco con l'arte", da cui il titolo dell'esposizione in suo onore.

La mostra, divisa in sezioni tematiche, ripercorre per la prima volta attraverso oltre 60 opere tra documenti fotografici, video, scritti e bozzetti, le tappe evolutive di un percorso creativo sorprendente, che si è sviluppato in oltre 50 di attività. Per l'inaugurazione di mercoledì 7 dicembre 2016 alle 18 interverranno Cochi Ponzoni e Patrizio Roversi. Orari di apertura: martedì e venerdì 9-13; mercoledì e giovedì 9-13 e 14-18; sabato, domenica e festivi 10-12.30 e 16-19. La mostra sarà chiusa domenica 25 dicembre per Natale e domenica 1 gennaio 2017. L'evento è organizzato da comune di Schio, Fondazione Bonotto e Officina Pellegrini. Info: Palazzo Fogazzaro di Schio in via Fratelli Pasini 44; Fondazione Bonotto di Molvena in via dell’Artigianato 39 - www.fondazionebonotto.org - info@fondazionebonotto.org - telefono 342.5282876; Officina Pellegrini di Monte San Pietro (BO) in via Gavignano 34 - www.ginopellegrini.it - ginopellegrini@virgilio.it - telefono 051.6768440.

ELENCO MOSTRE
 

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