Messa per Santa Giuseppina Bakhita: la "Madre Moreta" a Schio

Santuario di Santa Bakhita (immagini di archivio)

GLI EVENTI PER LA "GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE" A VICENZA E PROVINCIA

In occasione della "Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne", venerdì 25 novembre alle 18.30 presso la Chiesa dei Salesiani di Schio in via Marconi 14 verrà celebrata la Santa Messa per Santa Giuseppina Bakhita , patrona delle vittime a tratta e indicata da Papa Francesco come testimone di speranza. L'evento religioso è a cura dell'Associazione C.I.F. (Comitato Italiano Femminile). Il comune di Schio ha organizzato moltissime altre iniziative per questa importante manifestazione in varie location del proprio territorio. Sempre venerdì dalle 9.30 alle 12 ci sarà il "Desk Informativo" presso lo "Sportello Donna" in via Pasini 27 e la diffusione e distribuzione di segnalibri con slogan per la promozione di cultura di rispetto tra i generi in Bibiloteca e nelle librerie della cittadina scledense (9.30-12 e 15-19).

Biografia di Santa Giuseppina Bakhita: nata ad Olgossa nella regione del Darfur in Sudan nel 1869 e morta a Schio l'8 febbraio 1947, è stata una religiosa sudanese, appartenente alla Congregazione delle Figlie della Carità o Canossiane. Papa Giovanni Paolo II l'ha proclamata santa il 1 ottobre 2000. All'età di sette anni, fu rapita da mercanti arabi di schiavi. Per il trauma subito, dimenticò il proprio nome e quello dei propri familiari: i suoi rapitori la chiamarono Bakhita, che in arabo significa "fortunata". Venduta più volte dai mercanti di schiavi sui mercati di El Obeid e di Khartum, conobbe le umiliazioni, le sofferenze fisiche e morali della schiavitù. In particolare, subì un tatuaggio cruento mentre era a servizio di un generale turco: le furono disegnati più di un centinaio di segni sul petto, sul ventre e sul braccio destro, incisi poi con un rasoio e successivamente coperti di sale per creare delle cicatrici permanenti. Nella capitale sudanese venne comprata dal console italiano residente in quella città, Callisto Legnani, con il proposito di renderle la libertàSuccessivamente un amico del console, Augusto Michieli, prese Bakhita in Italia come bambinaia per sua figlia, che venne lasciata nelle sue mani presso l'Istituto dei Catecumeni a Venezia dalle Figlie della Carità (Canossiane). Nel 1896 Giuseppina Margherita Fortunata, il suo nome da battezzata, prese i voti e nel 1902 fu trasferita in un convento dell'ordine a Schio. L'insolita suora di colore, che parlava solo il dialetto veneto, venne ribattezzata per i suoi modi gentili, la voce calma, il volto sempre sorridente dagli scledensi "Madre Moréta". Su di lei venne scritto il libro "Storia Meravigliosa" dalla maestra elementare e laica canossiana Ida Zanolini dopo un'intervista a Venezia nel 1930 e fu anche girata la miniserie "La Santa Africana" su Rai Uno nel 2009. Il convento canossiano di Schio in via Fusinato 51 è diventato così il "Santuario di Santa Bakhita", metà di pellegrinaggio soprattutto l'8 febbraio, quando si festeggia proprio Santa Giuseppina Bakhita. Info: www.bakhita.fdcc.org.

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