"Gli Sposi - romanian tragedy" la storia della coppia Ceausescu

  • Dove
    Teatro Astra
    Indirizzo non disponibile
  • Quando
    Dal 14/02/2020 al 14/02/2020
    Ore 21.00
  • Prezzo
    Gratis
  • Altre Informazioni
    Tema
    San valentino

Il giorno di San Valentino arriva al teatro Astra di Vicenza la storia di una coppia di potere che ha segnato la Romania.

"Gli Sposi - romanian tragedy"in scena venerdì 14 febbraio 2020 racconta il legame tra Nicolae Ceausescu ed Elena Petrescu. Dittatori capricciosi e sanguinari, questi Macbeth e Lady Macbeth dei Balcani hanno seminato la paura nel popolo rumeno per poi finire sommariamente giustiziati davanti alle telecamere, sotto gli occhi del mondo, il 25 dicembre 1989. Un uomo e una donna. Delle persone molto ordinarie, nella Romania del XX secolo. Entrambi vengono dalla campagna. Un po' nello stesso modo l’uno e l’altra si ritrovano a militare nel Partito Comunista. Niente sembra distinguerli dai loro compagni. Tranne il fatto che sono un po’ meno dotati della media. Sono delle creature senza smalto in un mondo senza orizzonte.

Cosa sappiamo di Nicolae Ceausescu ed Elena Petrescu? Cosa sappiamo della Romania? Sin dal 1989, anno della caduta del Muro e della caduta dei Ceaucescu, la narrazione che abbiamo sentito è stata quella di due dittatori comunisti capricciosi e sanguinari, che hanno seminato il terrore nel popolo romeno, sinistri ed esagerati tiranni che hanno ridotto in ginocchio il loro Paese per oltre vent'anni. Il testo di David Lescot parte esattamente da questa immagine. Gli Sposi | romanian tragedy è la storia di un'ordinaria coppia di potere: entrambi vengono dalla campagna, si ritrovano a militare nel Partito Comunista, niente sembra distinguerli dai loro compagni, tranne il fatto che sono un po' meno dotati della media. Creature senza smalto in un mondo senza orizzonte. L'autore ne sottolinea la mediocrità, il grottesco e l'assurdo, fino alla fine tragica ed ambigua: il processo sommario e la fucilazione davanti alle telecamere, sotto gli occhi del mondo, il 25 dicembre 1989. Una drammaturgia cartesiana, con un ribaltamento finale ed un inizio sufficientemente ambigui da lasciare lo spazio a due autori ed attori come noi per una lettura critica ulteriore. Erano così come ce li hanno raccontati? Che ne è stato del Comunismo? E qual è stato il destino della Romania dopo la loro caduta? Abbiamo cercato di voler un po' di bene a questi due personaggi, descritti come due tiranni cinici ed esaltati dal delirio di onnipotenza ma anche come due comuni pensionati, due povere figure anche un po' tenere e indifese, verso le quali non si potesse non provare una impossibile empatia. Abbiamo cercato quindi di lavorare su un equilibrio tra distanza e vicinanza, e di innestare l'ambiguità in tutta la costruzione scenica, disseminando piccole crepe critiche che potessero innescare domande su questa narrazione monolitica - quella dell'Occidente capitalista, democratico e trionfante - e su noi che, oggi, facciamo parte di essa.

Frosini / Timpano: autori, registi e attori della scena contemporanea italiana che dal 2008 condividono un comune percorso artistico. Il loro teatro disinnesca, decostruisce e incarna le narrazioni della Storia, analizzando le derive antropologiche della società a partire da un vasto materiale di riferimenti vari (dall’accademico al popolare) che costituiscono l'immaginario e la coscienza contemporanei. Ospitati nei maggiori teatri e festival nazionali oltre che a "Face à Face" / Theatre de la Ville, Theatre de la Colline e Place à l'Art Performance e La Nuit Blanche di Parigi. I loro spettacoli sono dispositivi in cui gli attori-autori sono sempre in dialogo con il pubblico ed in bilico tra l'incarnazione di personaggi, mitologie contemporanee e culturali, topoi della Storia, ed il semplice essere sulla scena e mettere in campo il proprio perturbante rapporto con la Storia e la cultura, in un gioco di scivolamenti spiazzanti che dissacrano tutte le retoriche senza fare sconti, neanche a se stessi. Tra questi, "Aldo morto", candidato al Premio Ubu nel 2012 come migliore novità drammaturgica e vincitore del Premio Rete Critica 2012, "Dux in scatola", "Zombitudine" e "Acqua di colonia", candidato nel 2017 al Premio UBU come Migliore novità drammaturgica italiana.

Ingresso intero: 15 euro
Ingresso ridotto: 12 euro
Ingresso gruppi: 10 euro
Ingresso scuole di teatro e danza: 8,50 euro

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