“Domenico Guerrini. Uomo d’armi e di lettere” - presentazione libro al Museo del Risorgimento e della Resistenza

Venerdì 11 maggio, alle 17.30, al Museo del Risorgimento e della Resistenza di Vicenza (viale X giugno 115) si terrà la presentazione del volume Domenico Guerrini. Uomo d’armi e di lettere (Cleup 2017).  L'evento è promosso dall'assessorato alla crescita del Comune di Vicenza.

Interverranno Leonardo Raito dell’Università di Ferrara e le curatrici dell’opera Maria Lodovica Mutterle ed Amelia Zagato.

La pubblicazione rientra nell’iniziativa della Regione del Veneto Luoghi e memorie della Grande Guerra, ed illustra con una ricca documentazione fotografica il profilo di Domenico Guerrini, un intellettuale impegnato nella carriera militare, fra Otto e Novecento, nell’Italia post unitaria, poi liberale, fino all’avvento del fascismo, ricostruito grazie alle ricerche condotte in biblioteche e archivi privati e pubblici, non solo italiani, e in istituzioni militari ed ecclesiastiche.

Il volume, che contiene anche importanti contributi di Ernesto Bonelli, Piero Crociani, Piero Del Negro, Fausto Fiasconaro, Claudia Giuliani, è stato presentato a Fratta Polesine la cui amministrazione ha promosso l’iniziativa editoriale, alla prestigiosa Biblioteca Classense di Ravenna. La Biblioteca Classense, che possiede parte della biblioteca del Generale Guerrini donata dopo la sua morte nel 1928, ha partecipato al progetto contribuendo con la digitalizzazione completa del catalogo del fondo.

Domenico Guerrini (Ravenna 1860 - Fratta Polesine 1928), amante della poesia, appassionato di letteratura classica, insegnante all’Accademia Navale di Livorno e alla Scuola di Guerra di Torino, partecipò attivamente a tre campagne della Prima Guerra Mondiale. Fu autore di articoli e di libri su alcune importanti questioni militari che coinvolgevano l’esercito. Fu fondatore e direttore de «La rivista di Fanteria» e «Le Forze Armate». Fu socio e componente del consiglio centrale della Società nazionale della storia del Risorgimento e pubblicò diversi saggi nella rivista Il Risorgimento italiano e Garibaldi e Garibaldini.

Dopo una brillante carriera militare nell’Esercito, nell’estate del 1919 si trasferì a Fratta Polesine, nella cinquecentesca villa Molin (oggi Avezzù Pignatelli) di proprietà della moglie Emma Bragadin, dove proseguì l’attività pubblicistica impegnandosi anche come amministratore comunale.

Rimase sempre granatiere nel cuore, corpo dove iniziò la sua carriera militare e di cui fu il primo e più importante storico nonché oratore nei momenti più importanti, quali, fra tutti, l’inaugurazione del Museo dei Granatieri a Roma, per il quale scrisse anche due iscrizioni apposte sulla facciata principale e ancora oggi presenti.

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