Christian Greco rock star ad Arzignano: "Andate nei musei!"

Il giovane e carismatico direttore del Museo Egizio di Torino è stato profeta in patria davanti alla platea di un teatro andato sold out in poche ore

I fans con il direttore Greco (foto Marco Milioni)

Un teatro Mattarello stracolmo. Quasi 450 persone tenute incollate alla sedia dal direttore del museo egizio di Torino Christian Greco. Che ieri al Mattarello di Arzignano durante un incontro organizzato dalla Pro loco locale e dall’assessorato alla cultura della città del Grifo ha spiegato tra lo stupore e la meraviglia dell’uditorio «che cosa deve essere un museo oggi e che cosa è oggi il Museo egizio di Torino», in assoluto uno dei più prestigiosi al mondo e il più antico al mondo.

Intervista a Christian Greco

Chi è

Classe 1975, Greco è nativo di Arzignano. Da ragazzo ha vissuto a lungo a Vicenza, ha costruito la sua brillante e tutto sommato rapida carriera con una vera gavetta. Ha lavorato duramente, come racconta il Corsera in una lunga intervista del 2016 firmata da Marco Imarisio, come portiere d’albergo e poi come guida trovando in Olanda la sua piattaforma di lancio per divenire un apprezzatissimo archeologo. Di lì fino alla sua nomina nel 2014 al museo del capoluogo piemontese il passo è stato breve.

La conferenza

In poco più di novanta minuti «che sono trascorsi d’un fiato come se fossero cinque» come ha confessato non riuscendo a contenere tutta l’emozione la presidente della Pro loco Emma Bacigalupi (qui il suo commento), Greco ha usato la storia dell’antico Egitto come un prisma attraverso il quale parlare anche della contemporaneità. Il museo che esce dal museo «perché è vivo, è fatto di persone e senza di queste non vive», il nesso intimo e biunivoco che lega anche nella storia gli oggetti, non solo d’arte, ai loro creatori: pure quando questi ultimi non sono più sulla faccia della terra ma sopravvivono nel legame stratificato al quale sono stati in grado di dare vita.

E ancora l’arte contemporanea che sa fecondarsi con quella antica, la capacità dell’archeologia, ache con l’ausilio delle più avanzate tecnologie, di catalogare e dare testimonianza anche quando, come è successo di recente a Mosul con l’Isis, è la guerra a cancellare per sempre antiche vestigia. Per non parlare degli scienziati del museo egizio di Torino che vanno a far visita ai bambini dell’ospedale portando loro, le copie dei manufatti «i cui orginali gioco forza non possono uscire dalle nostre mura», copie realizzate dai detenuti che nel carcere cittadino seguono i corsi del liceo artistico o corsi d’arte in genere.

Questi e molto altri sono stati gli argomenti toccati da Greco durante la sua galoppata «che pur a fronte di una straordinaria erudizione - fa sapere ancora Bacigalupi - è stato coinvolgente, efficace e rigoroso solo come un grande divulgatore scientifico è in grado di fare».

Una "star"

A fine serata mentre tanti tra bambini e ragazzi, colpiti dagli argomenti del 43enne nativo della città del Grifo, salivano sul palco per scattare una foto e per parlare col direttore, una mamma distillava il suo personalissimo commento: «Sebbene sia uno scienziato di altissimo livello, guardandolo negli occhi si capisce che prova meraviglia per quello che scopre e per quello che apprende. E quella meraviglia te la trasmette senza filtri».

L’incontro è finito con la promessa solenne della presidente Bacigalupi: «Rispondiamo volentieri all’invito di Greco. Da Arzignano e dintorni in moltissimi faremo visita al museo di Torino». Che è noto anche perché il suo direttore non manca di tanto in tanto di camminare con i visitatori per i corridoi. Un’abitudine che non è passata sotto silenzio sui media.

«Gli Italiani devono mettere piede più spesso nei loro musei - ha spiegato ieri l’ospite - perché se facciamo il paragone con i nostri concittadini nordeuropei abbiamo ancora tanta strada da fare»: poi gli applausi e la richiesta di un pezzo della platea alla Proloco che ha filmato l’evento con la collaborazione del Circolo fotografico arzignanese: «Mettete in rete tutto l’intervento». La lezione del professor Greco ha lasciato il segno. 

Il commento dell'assessore alla cultura Mattia Pieropan

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