Vicenza: coro di no allo stop del Governo ai voucher

Associazioni di categoria, politici e sindacati sul piede di guerra dopo la decisione del Governo di porre la parola fine all'uso dei buoni lavoro

Il lavoro accessorio, introdotto nel 2003 dalla Riforma Biagi, cessa di esistere, secondo la decisione di venerdì del consiglio dei ministri, mentre fino a pochi giorni fa l’idea era di limitarne l’uso ai privati. “Siamo all’assurdo – dichiara Flavio Lorenzin, presidente Apindustria Vicenza – che la normativa sui voucher dovesse essere modificata per evitare abusi, era concetto universalmente accettato, ma giungere alla totale cancellazione è un esito incredibile e aberrante”. Il leader delle PMI vicentine esprime totale sconcerto, al pari di molte aziende associate, di fronte dell’annunciata soppressione dei buoni lavoro: “Si pensa forse che la cancellazione totale del lavoro accessorio porterà all’assunzione regolare, con contratto a tempo indeterminato, di tutti i lavoratori finora pagati coi voucher?".

Per Sandro Venzo, delegato alla formazione e al lavoro nella giunta di Confartigianato Vicenza, la decisione è: “Un calcolo politico che danneggia le imprese, dovuto alla paura del referendum e delle conseguenze politiche che avrebbe comportato una vittoria dei sì”. Secondo l’analisi dell’associazione i dati degli ultimi anni evidenziavano una costante crescita del ricorso ai voucher e l’ultimo provvedimento sulla tracciabilità ne aveva stabilizzato il numero, frenandone la corsa continua. “Lo stiamo dicendo da tempo, non abbiamo mai pensato che i voucher fossero un strumento per creare buona occupazione – aggiunge Venzo - ma se utilizzati in modo corretto, consentivano alle aziende di rispondere ad esigenze improvvise di flessibilità a costi sostenibili”.

Anche una parte del mondo politico e sindacale si dice contraria al decreto legge. Se la Cgil plaude alla decisione del Governo – scelta appoggiata dal sindacato fin dal primo momento - la Cisl la pensa in maniera diversa. Il segretario confederale Cisl Gigi Petteni, responsabile mercato del lavoro, intervenuto giovedì alla seconda giornata del 18° Congresso di Cisl Vicenza ha affermato: “Il Governo è incoerente, quando avrebbero dovuto restringerne e limitare l’uso dei voucher rispondeva che non era opportuno, mentre ora, invece che a una correzione, pensano a una cancellazione”, aggiungendo: «Noi non ci stiamo all’inganno che intendono fare, perché il lavoro è una cosa seria e i lavoratori vanno rispettati: vogliono cancellare i voucher per poi ripresentarli sotto falso nome dopo le elezioni amministrative”.

Infine per Elena Donazzan, assessore al lavoro della Regione del Veneto, “l’abolizione integrale dei voucher sarebbe un autentico passo falso che spalancherebbe le porte al lavoro in nero". E aggiunge: “I voucher, pur non essendo lo strumento perfetto, hanno rappresentato un'occasione di emersione di lavoro non regolare, rivelandosi utili per determinate categorie di lavoratori occasionali”. La Regione del Veneto è stata la prima in Italia a realizzare insieme all'Inps un monitoraggio sul lavoro accessorio, per gli anni 2008-2015. “Ed è emerso, al di là dei numeri – conclude Donazzan - che i voucher hanno detenuto come caratteristica naturale la flessibilità, una risposta agli imprevisti legati alla gestione dell’impresa in determinate situazioni

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