Quale futuro per le Terme di Recoaro

Il bando per 18 mesi di gestione dell'impianto è andato deserto. L'assessore Forcolin "attende un segnale dal territorio", ma, dall'opposizione, Guarda accusa la Regione di "un'impostazione miope"

Le Terme di Recoaro (Tripadvisor)

Per la stagione 2019 la giunta regionale ha disposto l’avvio di un procedimento finalizzato ad autorizzare un operatore economico all’esercizio dell’attività di gestione dello stabilimento termale di Recoaro, nell’ambito di un contratto di locazione temporanea per 18 mesi, riferito ad una porzione limitata del compendio, e di un collegato contratto di somministrazione dell’acqua sorgiva. Ma alla scadenza del bando, prevista per le ore 12 del 26 febbraio, non sono pervenute offerte.

Lo conferma il vicepresidente Gianluca Forcolin facendo presente che la Società Terme di Recoaro spa, che aveva sperimentalmente gestito in regime concessorio il compendio termale, ha fatto pervenire una nota con la quale ha informato la Regione che, a seguito dell’analisi delle clausole contrattuali e del capitolato d’oneri, non sono state riscontrate condizioni tali da consentire la partecipazione all’asta.

“Tuttavia – rende noto Forcolin - il Consiglio di amministrazione della Società si è reso disponibile a valutare eventuali altre ipotesi di collaborazione e/o di gestione. La Regione nei prossimi giorni si riserva di esaminare, di concerto con i soggetti pubblici e privati coinvolti, tutte le possibili ipotesi alternative per non compromettere l’apertura della stagione termale”.

“Sono comprensibili le preoccupazioni degli operatori economici – aggiunge – perché garantendo la stagione termale si salvaguarda l’economia dell’intera vallata in termini di attività commerciali, ricezione turistica e relativo indotto. Come ha fatto in tutti questi anni cercando soluzioni percorribili, la Regione vuole continuare ad essere al fianco degli operatori, ma il rilancio della zona non può che essere portato avanti in sinergia. In mancanza di proposte concrete sul piano gestionale, il rischio è che restino al palo gli investimenti e il futuro del compendio termale”.

Accuse dall'opposizione

Pensare che con un mini-affidamento di 18 mesi si potessero attirare soggetti interessati alla gestione delle Terme di Recoaro era una scommessa già persa in partenza. E infatti il bando è andato deserto. Gli unici a non accorgersi dell’assurdità di un simile approccio è il governo regionale. Serve davvero un’impostazione completamente diversa. Bisogna creare nuove condizioni, capaci di attrarre chi vorrebbe investire sul rilancio di questo polo termale”.

La presa di posizione è della consigliera Cristina Guarda (AMP), alla luce dell’esito del bando per l’affidamento di una concessione di valorizzazione delle Terme di Recoaro. L’esponente vicentina evidenzia come

“è indispensabile rimettere in sesto le strutture, ampliare i servizi rendendoli più attrattivi anche per il turismo del wellness e non solo per le prestazioni sanitarie. Bisogna insomma rovesciare la situazione. Eppure la Regione continua a perseverare con quella sua impostazione miope che ha portato alla decadenza l’intera area termale recoarese, vista la totale assenza di pianificazione e fondi. Sulla situazione di pesante crisi - conclude Guarda - grava per paradosso una leggerezza gravissima con la quale la Lega continua a rimandare la soluzione dei problemi, con scelte dispendiose e per nulla fruttuose, che tengono in sospeso una comunità intera che di turismo dovrebbe e potrebbe vivere davvero”.

La replica

“Per quanto riguarda le dichiarazioni della Consigliera regionale Guarda, mi spiace dover rilevare quanto sia più facile strumentalizzare i timori del territorio per attaccare in maniera improduttiva l’operato della Giunta, piuttosto che farsi parte attiva a favore di quello stesso territorio. In questa legislatura, in cui come assessore al patrimonio mi sono occupato del Compendio recoarese, non ricordo infatti siano pervenuti da parte della Consigliera vicentina suggerimenti concreti per affrontare le criticità relative alle Terme”.  

“In ogni caso, la Regione c’è – conclude Forcolin – e attende un segnale dal territorio”.

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