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Sfratti: "Niente più albergo ma situazione si aggrava"

Il Comune di Vicenza risponde alla protesta del Sunia contro le spese per ospitare le famiglie negli alberghi, per poi separarle: "Ci sono ancora solo due situazioni critiche"

“Il Comune di Vicenza non lascia nessuno senza un tetto. Abbiamo il dovere di aiutare le famiglie in difficoltà, soprattutto quando sono presenti figli minori. Tuttavia le situazioni critiche stanno aumentando e di conseguenza vanno cambiate le modalità di aiuto". SUNIA: IL COMUNE SPENDE MALE E SMEMBRA LE FAMIGLIE

L'assessore Isabella Sala risponde alle accuse lanciate dal Sunia durante una recente manifestazione davanti alla sede di San Rocco: "Se fino a qualche tempo fa una risposta immediata all'emergenza abitativa degli sfrattati per morosità poteva essere la sistemazione per brevissimi periodi in albergo, per non dividere i nuclei familiari, già nel luglio scorso, poche settimane dopo l'insediamento della nuova amministrazione, la giunta ha deciso di bloccare questo tipo di sistemazioni che in molti casi si protraevano troppo nel tempo con costi eccessivi per il Comune. In questo momento soltanto due famiglie sono ancora ospitate in albergo, ma le soluzioni definitive per entrambe sono imminenti”.

“Queste sistemazioni in albergo – prosegue l'assessore - sarebbero dovute durare un tempo molto limitato. In certi casi, però, i tempi si sono protratti a causa di crescenti difficoltà delle famiglie a trovare lavoro, e quindi a potere riprendere un percorso in un’abitazione in affitto. Ma un’ospitalità così prolungata in albergo diventa evidentemente troppo costosa per le casse comunali e faticosa per la convivenza di tanti nuclei diversi con bambini. Per questo abbiamo quindi deciso di porvi fine”. Le famiglie ospitate in albergo in situazioni di emergenza a causa di sfratti per morosità sono state 8 nel 2013, in calo rispetto alle 11 del 2012 e alle 12 del 2011, anno di avvio dell’iniziativa.

“Attualmente – precisa Isabella Sala - sono ancora ospitate in albergo due sole famiglie. Ad una coppia con un bambino piccolo abbiamo già proposto un appartamento che riteniamo adatto alle caratteristiche della famiglia. Per la seconda famiglia, quattro adulti senza lavoro e un ragazzo presto maggiorenne del cui caso oggi abbiamo parlato anche con i rappresentanti del SUNIA, avevamo ipotizzato che mamma e figlio minorenne potessero entrare in una nuova struttura di coabitazione, mentre gli uomini avrebbero potuto sistemarsi provvisoriamente all'albergo cittadino. Stiamo ora valutando la possibilità di ospitare l'intero nucleo familiare nella nuovissima struttura di coabitazione di via dei Mille in modo da provare a mantenere unita la famiglia”.

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