Emergenza affitti e sfratti a Vicenza, le proposte del Sunia

Dopo i recenti episodi, anche di violenza, accaduti nei giorni scorsi con protagonisti affittuari e locatari, il Sunia d'accordo con le altre sigle, ha presentato al governo cinque proposte per abbassare il costo degli affitti e fermare gli sfratti

Uno striscione contro gli sfratti

Obiettivo: abbassare il costo degli affitti e fermare gli sfratti. Con questi traguardi il Sunia unitariamente a Sicet e Uniat, sindacati degli inquilini, hanno presentato al governo cinque proposte.

CASI NEL VICENTINO. Con la crisi e la mancanza di lavoro sono ormai all’ordine del giorni i casi di inquilini impossibilitati a pagare in tempo le mensilità di affitto con conseguenze spesso anche gravi, come accaduto a San Tomio di Malo dove una signora marocchina è stata malmenata dal suo padrone di casa, o come nel caso di Noventa Vicentina dove, contro gli sfratti di alcune famiglie, sono state alzate le barricate.

LE PROPOSTE. Una situazione divenuta insostenibile sia da parte dei locatari sia da parte di chi è affittuario. Il Sunia, allora, ha proposto al Governo questi punti per cercare di trovare soluzioni accettabili in un momento difficile come questo:

-La detrazione dell'affitto pagato dal reddito degli inquilini: è una misura già prevista per chi paga un mutuo per la prima casa. Applicata ai canoni di locazione alleggerirebbe il costo dell’affitto e creerebbe un sano conflitto di interessi tra proprietario ed inquilino, in grado di contribuire ad eliminare la piaga degli affitti in nero (da noi circa il 20% dei contratti);

-Il mantenimento della cedolare secca solo per i contratti concordati, abbassando l'attuale aliquota del 15%: si incentiverebbe l’uso di questi contratti con una riduzione complessiva degli affitti. Finora la cedolare secca ha fallito gli obiettivi di abbassare i canoni, di far emergere il nero. Per lo Stato ci sono state minori entrate di circa 2 miliardi annui, finiti nelle tasche dei proprietari. Una somma che potrebbe essere tranquillamente utilizzata per finanziare le detrazioni per l’inquilino e una fiscalità di vantaggio per i contratti concordati;

-La cancellazione della previsione di far pagare una parte della Tasi agli inquilini: a parte l’assurdità di caricare una tassa patrimoniale sul conduttore, questa nuova imposta e l’aumento di quella sui rifiuti comporterà un nuovo pesante aumento del costo dell’affitto in un momento in cui gli sfratti per morosità incolpevole hanno superato il limite di guardia;

-L'aumento dei fondi di sostegno per l'affitto e la morosità: dopo tre anni di assenza di risorse, i 100 milioni di euro per il sostegno all’affitto e i 40 milioni di euro per la morosità incolpevole, previsti dalla legge sull'Imu per i prossimi due anni, sono solo un segno di attenzione al problema del disagio abitativo, ma insufficienti per una risposta efficace. Servono almeno altri 300 milioni;

-L'eliminazione dell'Imu sul patrimonio di edilizia residenziale pubblica: il pagamento dell’Imu per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica è inaccettabile perché toglie risorse agli enti gestori (Ater) per la manutenzione e le nuove costruzioni. Naturalmente sono necessarie altre misure strutturali per contrastare l’emergenza ed avviare una vera politica abitativa.

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