Banche venete, fumata nera a Bruxelles. Zaia: "Governo è assente"

La Commissione Europea pretende un miliardo di capitale aggiuntivo dai privati per il via libera alla ricapitalizzazione precauzionale di BpVi e Veneto Banca

Giornata da incubo mercoledì per le banche venete, Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Oggi i due ad degli istituti si sono incontrati a Bruxelles con la staff che segue il loro caso. La Commissione è stata irremovibile: per la ricapitalizzazione precauzionale di Stato serve un miliardo di capitale aggiuntivo dai privati.

Si allontana così l'obiettivo di salvezza delle due banche, condizionato dal piano di fusione, impraticabile se uno dei due istituti dovesse fallire. Sulla questione è intervenuto il ceo di Intesa Sanpaolo , Carlo Messina: "Chi lo dice che ci vuole un miliardo? Su queste banche i privati hanno già perso - o stanno perdendo - dei soldi; a questo punto bisogna garantire la possibilità di metterle in sicurezza attraverso un intervento pubblico che ormai è in costruzione da dicembre dell'anno scorso".

Affermazione sottoscritta a pieno da Luca Zaia: “Parole inequivocabili e definitive, quelle pronunciate oggi da Carlo Messina, che si riassumono in quello che vado ripetendo da settimane: la situazione delle ex Banche Popolari venete volge verso il dramma; è ridicolo pensare che i privati, che in quelle banche hanno già perso milioni, possano sobbarcarsi un altro miliardo di intervento finanziario; l’intervento pubblico è indispensabile; dal governo ancora nessun segnale”. I

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l presidente della regione Veneto ha poi aggiunto: “Sulla soglia della ripresa dopo otto anni di crisi non ci si può permettere che due banche, che hanno avuto un ruolo storico e fondamentale nello sviluppo del Veneto, finiscano nelle mani di qualcuno che, da Londra o chissà dove, decida quali crediti dare e a chi, ignorando la specificissima realtà di questo territorio e dei distretti industriali che lo caratterizzano”.

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