«Non c’è solo la BpVi, le banche ci vessano»

Confedercontribuenti Veneto suona la sveglia alle associazioni e sul caso delle garanzie statali sui prestiti incerti azzanna governo e Bankitalia

Un momento della protesta (foto Marco Milioni)

Mentre tornano a moltiplicarsi le voci di un possibile trasferimento tecnico del processo BpVi dal tribunale di Vicenza all’aula bunker del tribunale di Venezia Mestre, sono le associazioni dei risparmiatori che fanno ancora sentire la loro voce su due temi caldi, indennizzi e gestione del credito coi clienti.

BANKITALIA: IL J’ACCUSE DI CONFEDERCONTRIBUENTI

Stamani è stato il presidente veneto di Confedercontribuenti, il padovano Alfredo Belluco, a diramare un dispaccio molto duro nei confronti del governo e di Bankitalia. Nella nota si spiega che i cosiddetti crediti non performanti («non performing loans» o Npl nel gergo finanziario anglosassone) sono crediti che solo sulla carta sono di difficile esigibilità da parte delle banche «perché quelle posizioni - attacca Belluco - specie per quanto concerne piccole imprese e piccoli risparmiatori, sono tutte da verificare. Spesso si tratta di crediti concessi su presupposti errati, non di rado concessi su base usuraria e non è pensabile che vengano messi tutti in un unico canestro senza che quei rapporti bancari siano attentamente vagliati». Per Belluco questo «andazzo» addebitabile alla stragrande maggioranza degli istituti di credito «si perpetua in primis per il silenzio della Banca d’Italia cui a ruota segue quello di troppi governi che da anni si avvicendano sulla scena politica nazionale senza muovere un dito».

L’AFFAIRE DELLE GARANZIE STATALI

Ma c’è di più. Il sistema statale di garanzie sulle sofferenze bancarie, noto come Gacs, rischia di diventare l’artificio normativo grazie al quale la collettività «potrebbe finire per accollarsi scelte operate dai consigli di amministrazione delle banche di mezza Italia. Scelte che sono o miopi  o così pervicacemente errate da travalicare la sfera penale» rimarca Belluco in queste ore. Il quale nella sua nota di stamani, che è una sorta di manifesto della sua associazione di tutela dei clienti bancari, parla anche del caso BpVi. «Non ci sono solo i risparmiatori derubati da riscarcire - sottolinea ancora il presidente - ma vanno difesi anche i presunti debitori» ovvero coloro che in forza di crediti erogati in modo ambiguo o di pratiche tout- court da codice penale finiscono per entrare in una spirale debitoria che nel Veneto come nel resto del Paese ha portato spesso in tanti al suicidio. Il documento peraltro contiene una critica al vetriolo nei confronti, tra gli altri, di Patrizio Miatello e Andrea Arman due dei volti più noti della protesta nell’ambito del crac di Veneto Banca e BpVi. I due vengono messi letteralmente sulla graticola per non avere tenuto nel dovuto conto, questo l’addebito di Belluco, le condotte coercitive che il mondo bancario da tempo riverserebbe sui piccoli clienti.

«SISTEMA VESSATORIO»

Più in generale, detto in altri termini, Belluco ritiene che il mondo bancario, specie nel Belpaese, abbia messo in piedi per decenni un sistema vessatorio, che al di là dei dolorosi rovesci bancari dell’ultimo periodo, da solo costituisca una delle piaghe più dolorose per il Veneto e per l’Italia. Piaga che le varie maggioranze parlamentari succedutesi negli anni non hanno mai voluto curare: «vuoi per una serie di interessi consolidati, vuoi per logiche di potere spesso opache». Logiche che per Confedercontribuenti «la politica fa fatica, talvolta per ignoranza, talvolta per paura, talvolta per convenienza, a considerare nel modo dovuto».

«SIT-IN CONTRO VIA NAZIONALE»

Ed è per questo, anche in tema di Gacs che la nota di Belluco se la prende con la cabina di regia che al Ministero dell’Economia sta vagliando il caso dei crac delle ex popolari venete ma pure con lo stesso numero uno del dicastero di via XX settembre ovvero il professore Giovanni Tria. Il quale in tema di Gacs, stando agli strali della associazione veneta, si è mantenuto sullo stesso solco del suo predecessore Pier Carlo Padoan. Tant’è che il direttivo di Confedercontribuenti Veneto ha organizzato un sit-in di protesta contro l’istituto di via Nazionale che si terrà sabato 8 dicembre giustappunto sotto la sede patavina di Bankitalia, all’ingresso di via Roma.

INDENNIZZI, LO SCONTRO CONTINUA

Ad ogni modo la questione degli indennizzi reclamati a gran voce da parte degli ex azionisti di Popolare Vicenza e Veneto Banca rimane sul tappeto. Alcune settimane fa quando i media diffusero la bozza della legge che metteva in conto un finanziamento per i risparmiatori azzerati di un paio di miliardi c’era stata la levata di scudi dei risparmiatori azzerati i quali non solo consideravano bassa la cifra.

Non solo consideravano pressoché impraticabile l’iter per accedere a quei fondi. Ma soprattutto consideravano inaccettabile la previsione normativa in forza della quale coloro che accedevano all’indennizzo statale non avrebbero potuto più chiamare in giudizio i soggetti ritenuti corresponsabili di quel crac: Banca d’Italia in primis, ma anche Consob, società di revisione e pure gli ex amministratori degli istituti di credito a partire dall’ex presidente di BpVi Gianni Zonin. Quando le prime indiscrezioni sulla natura di quella norma circolarono sui social network la reazione del mondo del risparmio fu così violenta (http://www.vicenzatoday.it/economia/crac-popolari-salva-bankitalia-lega-m5s-alfredo- belluco.html) che il governo e la maggioranza gialloverde che lo sostiene furono costretti ad una retromarcia clamorosa: anche perché furono accusati di avere assecondato nemmeno troppo nascostamente le pressioni delle lobby bancarie e della Ue, assai restie a vedere con favore lo scenario preconizzato dalle associaizoni.

NOVITÀ IN VISTA? UGONE PRUDENTE

In queste ore l’aria sembra essere cambiata: almeno sulle prime. Stamani «Noi che credevano nella Banca popolare di Vicenza» una delle associazioni più agguerrite ha diramato una nota a firma del presidente Luigi Ugone (http://noichecredevamonellabpvi.com/2018/12/04/comunicato-condiviso-del-4-dicembre- 2018/): «Apprendiamo con piacere - questo l’incipit - che la legge che riguarda i risparmiatori azzerati dalle banche dovrebbe essere radicalmente stravolta in molti punti così come chiesto dalle associazioni storiche di risparmiatori come la nostra e che erano anche le più critiche verso la norma che era stata inserita nella finanziaria... Ci riserviamo di leggere la nuova prima di esprimere qualunque giudizio di merito». Si tratta di un tema delicato che Ugone aveva affrontato sabato scorso fuori dalle aule giudiziarie, proprio mentre era in corso il processo agli ex vertici della BpVi.

IL PROCESSO E IL NODO DELLA SEDE

Frattanto tra qualche giorno dal Tribunale di Vicenza dovrebbe arrivare una conferma definitiva per il calendario delle udienze del processo per il crac della BpVi. La prossima sessione è prevista, sempre a Vicenza a ridosso del 15 dicembre. Quella successiva però, per ragioni organizzative, gli spazi di Borgo Berga sarebbero troppo angusti a fronte «delle dimensioni monstre» del processo, potrebbe tenersi nell’aula bunker del tribunale di Venezia-Mestre. Queste almeno sono le indicazioni di massima che filtrano dall’entourage del presidente del tribunale berico il dottore Alberto Rizzo.

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