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«Mi può dare un chilo di ciliege? Pago in Minibot»

Michele Pasqualotto, negoziante di Vicenza, spiega come la novità potrebbe portare parecchi benefici nella vita di tutti i giorni

 

Sta tenendo banco da diversi giorni la polemica politica sui "minibot" e più in generale sui temi della cosiddetta moneta complementare anche perché l'adozione o la mancata adozione di questo strumento, caldeggiato in primis dall'area governativa che fa riferimento al Carroccio, potrebbe avere una serie di conseguenze pratiche nella vita di tutti i giorni.

L'approfondimento: Il potere dei mercati finanziari

I contro

Da una parte ci sono i detrattori di questo strumento che lo considerano l'anticamera di quel processo che si chiama monetizzazione del debito pubblico ovvero di quel meccanismo che alla grossa permette ad uno stato di stampare moneta per pagare una parte del debito pubblico. Si tratta di una pratica che l'attuale governance europea della Bce, in una con la gran parte del gotha finanziario internazionale, considera negativamente. In primis perché lederebbe la titolarità della Bce in tema monetario. In secundis perché un percorso del genere potrebbe portare alla perdita di potere d'acquisto da parte dei redditi, alias inflazione.

I pro

I sostenitori dei minibot ritengono invece che si tratterebbe di una novità (la cui applicazione sul piano pratico è abbastanza complessa) che introdurrebbe uno strumento virtuoso che anzitutto permetterebbe di compensare i debiti che imprese e privati vantano nei confronti dello Stato. Di più, il minibot potrebbe essere in qualche modo un antidoto alla tendenza delle banche alla restrizione del credito.

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