L’export del Veneto tra vecchi e nuovi rischi

Le nuove sfide globali per le imprese del Veneto nella Mappa dei Rischi SACE 2019. Al centro del convegno organizzato da SACE SIMEST (Gruppo CDP) e Intesa Sanpaolo, in collaborazione con Confindustria Vicenza, il punto di vista delle imprese: Adelaide, Siderforgerossi e Zeco

Turbolenze nei paesi emergenti, rallentamento dell’economia statunitense, protezionismo, Brexit sono solo alcuni dei rischi che stanno connotando questo 2019. Come possono le PMI venete fronteggiare questa complessità e intercettare la crescita che viene dai mercati esteri?

A questa domanda hanno risposto le aziende e istituzioni invitate oggi a Vicenza (presso Palazzo Bonin Longare, sede di Confindustria Vicenza) per il convegno “L’export del Veneto tra vecchi e nuovi rischi”, organizzato - in collaborazione con Confindustria Vicenza - da Intesa Sanpaolo e SACE SIMEST, il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, per presentare la nuova Mappa dei Rischi 2019 di SACE.

Al centro dell’evento il punto di vista di imprese, istituzioni e finanza: Remo Pedon, Vice Presidente con Delega ai Mercati Esteri di Confindustria Vicenza; Renzo Simonato, Direttore Regionale Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige di Intesa Sanpaolo; Bernando Finco, Presidente di Adelaide; Luciano Giacomelli, Presidente di Siderforgerossi; Paolo Zerbaro, Presidente di ZECO; Stefano Favale, Responsabile Direzione Global Transaction Banking di Intesa Sanpaolo e Simonetta Acri, Chief Sales Officer, SACE.

“In un mondo in cui i rischi aumentano è fondamentale non arrendersi e andare a intercettare la crescita laddove proverrà, continuando a investire su ciò che da sempre sappiamo fare bene: esportare e internazionalizzarci – ha dichiarato Alessandro Decio, Amministratore Delegato di SACE. Siamo pronti a fare la nostra parte al fianco delle imprese, soprattutto PMI, e in particolare in questa regione che ancora oggi in Italia è sul podio per capacità esportativa. Contiamo di poter fare sempre meglio, anche attraverso una maggiore complementarietà con il sistema bancario che confermiamo oggi grazie alla partnership con Intesa Sanpaolo”.

“Le esportazioni sono una leva fondamentale per il consolidamento e la crescita dell’economia del nostro territorio – ha commentato Renzo Simonato, direttore regionale Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige di Intesa Sanpaolo -. Lavoriamo per mettere le imprese nella condizione migliore per le opportunità sui mercati in crescita, dove la domanda di made in Italy richiede strategie di sistema, come quelle che da anni abbiamo sviluppato con SACE. Intesa Sanpaolo dispone di una rete internazionale e di servizi per l’esportazione, che presidia oltre 40 Paesi. Anche nel 2019 continueremo a sostenere le aziende che vogliono crescere all’estero, oltre a promuovere investimenti in capitale umano, operazioni di finanza straordinaria e innovazione, con un’attenzione particolare alla filiera”.

Mappa dei Rischi - Vicenza (1)-2

“In un contesto caratterizzato dall'incertezza, a renderci ottimisti è la grande capacità degli imprenditori vicentini di reagire con velocità alle novità della domanda mondiale - ha dichiarato Remo Pedon, Vice Presidente con Delega ai Mercati Esteri di Confindustria Vicenza . Questo è sempre stato un nostro grande punto di forza. Dovremo quindi puntare molto sulla diversificazione dei mercati e delle strategie di approccio commerciale. Dovremo fare network con i partner più strutturati e scommettere sui grandi mercati del mondo dove per mille motivi le nostre imprese sono meno presenti come ad esempio l’India e i mercati del Sud Est Asiatico, il Brasile dove il nuovo corso politico potrebbe rilanciare gli investimenti. Poi c’è la Russia dove sanzioni ed embargo stanno in qualche modo sviluppando una economia industriale e, infine quei mercati dell’Africa Sub Sahariana meno sensibili alle dinamiche delle materie prime come nel caso di Etiopia, Kenya”.

I lavori sono stati aperti dal presidente di SIMEST, Salvatore Rebecchini, mentre Alessandro Terzulli, Capo Economista di SACE, ha presentato la nuova Mappa dei Rischi 2019. Dopo la tavola rotonda con le testimonianze d’impresa, ha chiuso i lavori Alessandro Decio.

Attraverso la sede di Venezia, Il Polo SACE SIMEST ha già affiancato nei loro piani di crescita esteri circa 3.500 aziende del territorio, mobilitando - tra esportazioni assicurate e investimenti garantiti, tra finanziamenti agevolati e partecipazione al capitale – circa 817 milioni già nei primi sei mesi del 2018, al netto di ulteriori 3 miliardi di euro di operazioni garantite a supporto della cantieristica navale con un impatto significativo su un indotto di più di 450  piccole e medie aziende trascinate dai numeri positivi di Fincantieri in qualità di capofiliera.  In particolare sono 44 le partecipazioni in iniziative d’investimento di imprese venete detenute da SIMEST.

La nuova Mappa dei Rischi SACE | Settori e mercati opportunità per l’export veneto

Nel 2018 l’intera area del Triveneto ha performato particolarmente bene con una crescita dell’export, nei primi 9 mesi, del 4,3%. Il Veneto, in particolare, ha registrato un aumento del 2,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La regione, già seconda per esportazioni a livello nazionale con circa 62 miliardi di euro di beni venduti nel 2017, ha ancora davanti a sé un ampio potenziale. Nei primi 9 mesi del 2018, infatti, la meccanica strumentale, i prodotti in metallo e gli apparecchi elettronici hanno fatto registrare tassi di crescita superiori alla media regionale, trainando l’export del territorio.

Mappa dei Rischi - Vicenza (2)-2-2

I cinque settori principali dell’export veneto (meccanica strumentale, tessile e abbigliamento, manifattura, prodotti in metallo e bevande e alimentari), che cumulativamente rappresentano circa il 70% delle esportazioni totali, potranno puntare a un’ulteriore diversificazione sul mercato globale, rivolgendosi a mercati anche al di fuori delle destinazioni tradizionali.

Per la meccanica strumentale interessanti destinazioni saranno India e Messico e, con una rischiosità più elevata, anche Brasile e Algeria; evidenze incoraggianti per tessile e abbigliamento in Repubblica Ceca e Francia, ma anche in Russia e Grecia; la manifattura potrà puntare su Messico e Corea del Sud, Russia e Brasile; grandi opportunità da Polonia, Romania, Algeria e Turchia per i prodotti in metallo; infine, alimentari e bevande potranno intercettare la crescita della domanda in Polonia, Giappone, Tunisia e Brasile.

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