Imu e Tasi, la classifica delle tasse: Vicenza in fondo, Padova al top

Secondo una rilevazione de Il Sole 24 Ore, l'amministrazione berica è tra le meno "esose" d'Italia e del Veneto (sono a Treviso tasse più basse) con quella patavina che conquista il primato

Vicenza, tra le meno care d'Italia per le tasse sul mattone

Stangata sul mattone dei contribuenti italiani, ma i vicentini si salvano. Secondo la rilevazione de Il Sole 24 ore, nel capoluogo berico per Imu e Tasi i vicentini hanno pagato, in media, 197,2 euro, mentre ai cugini padovani sono arrivati F24 da 668, 3 euro, i più alti d'Italia. 

In Veneto, più economica di Vicenza solo Treviso (185,5 euro pro capite), mentre Verona, con 414,9, "conquista l'11° posto. Nel resto della Regione, a Venezia si pagano 383,8 euro, a Belluno 223,1, infine a Rovigo 217,5. 

Secondo i conti del quotidiano economico, "la Tasi del 2014 è costata circa il 15% in più dell’Imu cancellata nel 2013 e, aiutata anche dallo sconclusionato affacciarsi dell’imposta sui terreni agricoli, ha portato il gettito al record di sempre: 25,2 miliardi di euro, quasi il 7% sopra il vecchio primato del 2012, e ben il 157% in più rispetto ai tempi “felici” della vecchia Ici. L’ultima cifra ufficiale è stata scritta dal ministero dell’Economia nel bollettino delle entrate tributarie diffuso la settimana scorsa, e attesta che il debutto della Tasi è valso 4,6 miliardi. Certo, a differenza dell’Imu «superata» nel 2013 (anche a suon di super-acconti delle imposte sui redditi, val la pena di ricordare), il nuovo tributo collegato di nome ai servizi indivisibili non ha colpito solo l’abitazione principale, ma si è spalmato su tutti gli immobili".

"Magra consolazione, però - prosegue l'analisi - Il passaggio da Tasi a Imu ha alleggerito il carico fiscale complessivo sull’abitazione principale di 500 milioni, ma questi “risparmi” hanno riguardato una minoranza di contribuenti, quelli che vivono in case dal valore fiscale (e quindi dal conto Imu) più alto, mentre alla maggioranza degli italiani, proprietari di appartamenti con rendite catastali medio-basse, la Tasi ha chiesto in media più della vecchia imposta. Anche su questo punto, la conferma arriva da dati ufficiali, targati sempre ministero dell’Economia, dove si mostra che la distribuzione del peso fiscale si è spostata dalle fasce di rendita più alte a quelle più basse". 

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