Crac Popolari, Fondo indennizzo: slitta ancora la firma

I ristori per gli ex azionisti di BpVi e VeBa colpiti dal crac delle due ex popolari non hanno ancora l'ok del governo. Una delle associazioni dei risparmiatori spiega che il via potrebbe arrivare a fine mese

Una protesta di piazza contro il crac delle ex popolari venete (Foto di Marco Milioni)

Il terzo decreto attuativo ovvero il provvedimento che sblocca definitivamente i rimborsi per una parte dei risparmiatori colpiti dal crac delle popolari venete non ha ancora avuto l'ok del governo, un ok che forse potrebbe arrivare tra un mese. Lo sostiene Luigi Ugone in un video messaggio diramato pochi minuti fa. Ugone è il presidente dell'associazione «Noi che credevamo nella BpVi ed in Veneto Banca», uno dei gruppi che più si è speso perché per legge fosse garantito un ristoro dopo il crollo delle due ex popolari venete.

Il presidente così smentisce in qualche modo le notizie filtrate durante i giorni scorsi su una parte della stampa veneta. Notizie che davano per certa o per quasi certa la firma del terzo ed ultimo decreto «per l'avvio della piattaforma burocratica» che materialmente darà il via alle procedure per la richiesta dei ristori garantiti dal «Fondo indennizzo per i risparmiatori» meglio noto come Fir.

La gestazione di questo fondo era stata particolarmente travagliata. Inizialmente perché la legge si era più volte impantanata per via delle perplessità della dirigenza del ministero dell'Economia, che reputava che l'Europa potesse eccepire sul piano della lesione del principio della concorrenza. Superate le perplessità di Bruxelles e varata la legge, per settimane il cammino dei decreti del governo che materialmente rendevano praticabile il dettato della norma, aveva avuto momenti di stasi. Questi continui rinvii stanno generando molto malessere tra i risparmiatori, soprattutto quelli che versano in condizioni economiche più difficili e che vedono l'agognato traguardo allontanarsi ancora una volta, almeno per il momento.

I risparmiatori stessi speravano che per la fine di luglio tutto fosse pronto, ma era stato pochi giorni orsono un deputato azzurro, il vicentino Pierantonio Zanettin, a spiegare delle difficoltà che il decreto stava incontrando. Poche ore fa Ugone oltre a ribadire che l'ultimo decreto non ha ancora avuto la firma del ministro dell'Economia Giovanni Tria, ha pure spiegato che mancherebbe anche un passaggio essenziale, «ossia quello della validazione della Corte dei conti».

In questo frangente Ugone ha rimarcato che dalle informazioni in possesso della sua associazione la firma del ministro dovrebbe arrivare verso la fine del mese di agosto. E nel frattempo ha invitato i risparmiatori a prendere informazioni sul portale web dedicato per prendere visione della documentazione necessaria per presentare le domande allorché il fondo sarà definitivamente operativo.  

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