Indennizzi bancari: «No a proroghe per presentare le richieste»

Le difficoltà burocratiche addebitabili agli istituti di credito per la consegna della documentazione utile ad avviare l'iter dei ristori «non possono essere un alibi» al fine di far slittare i pagamenti: questo è il monito delle associazioni dei risparmiatori delle ex popolari venete rivolto al governo italiano

una veduta di palazzo Chigi a Roma, sede del governo italiano (archivio della Presidenza del consiglio dei ministri)

Il governo deve dire no ad ulteriori dilatazioni dei tempi per la presentazione delle domande di accesso al Fir, ossia al fondo indennizzi a beneficio dei risparmiatori colpiti dal collasso delle ex popolari venete e dell'Itala centrale. Lo sostiene, in una lettera inviata al premier Giuseppe Conte, resa pubblica ieri 7 giugno ma redatta sei giorni prima peraltro, l'associazione «Noi che credevamo nella banca popolare di Vicenza e in Veneto banca».

La lettera indirizzata a palazzo Chigi (nella foto una veduta) è firmata dal presidente in persona, ossia il vicentino Luigi Ugone. Il quale nella sua articolata presa di posizione puntualizza alcuni concetti. «Sappiamo - si legge - che alcune associazioni e alcuni avvocati stanno spingendo per ulteriori proroghe per le domande al Fir, poiché qualche banca è in enorme ritardo nella consegna documenti. Noi siamo contrari ad ulteriori proroghe, non per motivi inclusivi ci mancherebbe... Per noi la proroga ulteriore creerebbe, come già accaduto in passato... ulteriori pretesti in quelle banche che non hanno mai rispettato le tempistiche segnalate per legge e che quindi rallenterebbero ancora la consegna documenti». Detto in altri termini Ugone sostiene che «le difficoltà burocratiche addebitabili alle banche per la consegna della documentazione non possono essere un alibi» per far slittare ancora i pagamenti.

Per Ugone invece sarebbe doveroso sanzionare gli istituti inadempienti, ossia quegli istituti, Intesa in primis, che hanno ereditato i rapporti bancari dei clienti dopo il collasso delle ex popolari. Sanzione che de facto spianerebbe la strada ai risparmiatori per adire le vie legali. Soprattutto in tempo di coronavirus «gli indennizzi sono importanti - si legge ancora - per disinnescare una tensione sociale che non possiamo sottovalutare e per quel senso di giustizia e speranza che sarebbe criminale estinguere».

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Non troppo diversamente da Ugone la pensa un altro coordinamento che da tempo assiste i cosiddetti azionisti azzerati. Si tratta del «Coordinamento Ezzelino da Onara» il quale in una missiva indirizzata il 5 giugno al Ministero dell'Economia chiede espressamente che non ci siano ulteriori proroghe. Visto che queste ultime sono state già parecchie e che questa situazione di incertezza rischia di riverberarsi sulle attese dei risparmiatori. Così almeno la pensa il padovano Patrizio Miatello, il presidente del coordimaneto, il quale, più o meno alla stessa stregua di Ugone chiede la  «attivazione immediata delle erogazioni fondo Fir con utilizzo immediato» delle somme previste che ammontano attorno agli 1,5 miliardi di euro.

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