Crac bancari, l'abc dei rimborsi nella città del ponte

L'associazione «Noi che credevamo nella Banca popolare di Vicenza e in Veneto Banca» organizza un meeting per spiegare le modalità di accesso al fondo indennizzi

Al centro della foto Salvini, alla sua sinistra Ugone (archivio, foto di Marco Milioni)

Il giorno 11 gennaio 2020 comincerà alle dieci del mattino l'assemblea nazionale organizzata da «Noi che Credevamo nella Banca popolare di Vicenza ed in Veneto Banca». L'obiettivo dell'incontro, organizzato al Palasind di Bassano del Grappa in via ca' Dolfin 27, è preciso: fare il punto della situazione sul fondo indennizzo per i risparmiatori (noto come Fir) colpiti dai rovesci delle ex popolari venete o non solo. La novità è stata ufficializzata ieri 30 dicembre con un videomessaggio su Youtube da Luigi Ugone, presidente della associazione «Noi che credevamo...», uno dei gruppi più attivi nella protesta dopo il collasso che ha colpito diversi istituti di credito nel Paese.

Si tratterà di un incontro resosi necessario, spiega lo stesso Ugone, dopo le recenti novità giunte dal Ministero dell'Economia che a Roma ha il compito di tradurre in indirizzi pratici il dettato della norma che ha dato il là ai ristori. «Grazie a queste indicazioni per la cui formulazione noi ci eravamo battuti senza esclusione di colpi - spiega ancora Ugone - è stato sancito una volta per tutte il criterio che per quanto riguarda le persone fisiche non ci sono limiti di reddito per accedere agli indennizzi». Il fondo indennizzi, fra mille difficoltà era partito lo scorso anno. Per quest'ultimo si erano spesi l'ex ministro degli interni Matteo Salvini della Lega (oggi col suo partito è all'opposizione) e l'ex ministro del lavoro Luigi Di Maio, oggi divenuto ministro degli esteri in un governo senza il Carroccio con quest'ultimo finito all'opposizione.

Frattanto a livello nazionale la situazione sul fronte bancario rimane tesa. Ci sono le notizie sempre più «inquietanti» che arrivano dalla Puglia in relazione al dissesto che sta ha colpito la banca popolare di Bari. E poi ci sono le tensioni per la nomina del presidente della commissione bicamerale che dovrebbe indagare sui rovesci bancari degli ultimi anni. Intervistato da Il Sole 24 ore Antonio Patuelli, presidente di Abi, ossia l'associazione degli istituti id credito italiani ha spiegato di non temere l'inizio delle attività della stessa commissione che però si è arenata nella scelta del presidente. Al quotidiano economico lombardo però (l'intervista è stata ripresa da molti media) lo stesso Patuelli ha precisato di non essere preoccupato da eventuali richieste della commissione. «Il mondo delle banche è da sempre il più normato e vigilato, deve essere assolutamente trasparente, una casa di vetro pur con le riservatezze che le attività finanziarie impongono». Questo ultimo passaggio però in alcuni ambienti di palazzo Madama e di Montecitorio è stato inteso come una richiesta indirizzata ai gruppi parlamentari, affinché nomini un presidente che non frughi troppo nei cassetti degli istituti di credito. E soprattutto non metta in discussione l'operato in sede di vigilanza da parte di Bankitalia, messa a sua volta sulla graticola per non avere sufficientemente vagliato i conti della popolare barese. Una accusa che ripercorre sulla falsa riga quella indirizzata a via Nazionale anche per il caso Veneto Banca e per il caso BpVi.

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