Ex popolari e indennizzi bancari, tra ottimismo e prudenza

L'associazione Ezzelino da Onara parla di segnali incoraggianti che arrivano dal governo ma c'è chi si dice più cauto: frattanto è polemica sulla magistratura veneta per le indagini preliminari senza arresti in carcere, cosa che invece è avvenuta per il caso Bari

Una protesta dei risparmiatori «traditi» della ex BpVi (archivio, foto di Marco Milioni)

C'è un moderato ottimismo che la procedura per gli indennizzi bancari dopo il collasso delle ex popolari venete possa contare «su una bella accelerata». Lo rende noto oggi 5 febbraio 2020 il coordinamento Ezzelino da Onara, uno dei gruppi che da anni assistono i cosiddetti «azionisti azzerati». Il coordinamento con una nota diramata oggi dal portavoce, si tratta del padovano Patrizio Miatello, fa sapere che la rassicurazione è giunta oggi pomeriggio «da Alessio Villarosa in persona» ossia dal sottosegretario alla Economia, si tratta peraltro di uno degli esponenti più in vista del M5S.

LA RIFLESSIONE DI ARMAN
Di tenore diverso invece è la riflessione dell'avvocato trevigiano Andrea Arman, portavoce di un altro coordinamento che assiste «i risparmiatori traditi» ossia il Coordinamento don Torta. Arman in una lunga riflessione scritta il 31 gennaio ma resa pubblica ieri invita tutti i cittadini colpiti dal tracollo delle ex popolari venete e dell'Italia centrale a non mollare e a proseguire con l'iter per la richiesta degli indennizzi (noti in gergo come Fir) garantiti dalla legge.

IL VIDEOMESSAGGIO DI UGONE
E non è finita perché sempre in queste ore si è fatto vivo anche il vicentino Luigi Ugone presidente della associazione «Noi che credevamo nella Banca popolare di Vicenza e in Veneto banca». Ugone infatti ieri era a Bruxelles per incontrare alcuni eurodeputati italiani coi quali ha fatto il punto della situazione rispetto alle nuove norme che la Ue potrebbe presto varare in materia di credito: si tratta di un pacchetto di provvedimenti noto come Basilea tre. In un videomessaggio diramato ieri il presidente si è detto preoccupato perché l'aumento delle riserve di rischio imposto alle banche potrebbe mettere alla frusta i bilanci di molti istituti con tutti i rischi per i piccoli risparmiatori che ne conseguono. Nello stesso video-messaggio Ugone si è detto meno fiducioso di Miatello, ha ostentato meno ottimismo di Miatello in tema di indennizzi.

IL J'ACCUSE DI CELOTTO
Durissima invece è la presa di posizione di Francesco Celotto. Azionista di Veneto banca, già vicepresidente della Associazione soci banche popolari venete, Celotto da Barcellona dove risiede ormai da un anno, ha reso nota una lettera aperta di fuoco in cui si pone molti interrogativi. Tra questi ce n'é uno sul comportamento della magistratura veneta. Come mai, si domanda alla grossa Celotto, per l'affaire della banca popolare di Bari si è proceduto con arresti a raffica mentre la stessa cosa non è accaduta con gli ex vertici di Veneto banca e di Banca popolare di Vicenza?

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