Dopo l'offensiva della guardia di finanza nel vicentino nei mesi scorsi, non si può certo dire che sia una sorpresa. Secondo le pagelle di "congruità" pubblicate dal quotidiano di Confindustria, a Vicenza un'impresa su 4 risulta essere fuori linea rispetto agli studi settore. Rispetto alla media italiana del 19,1%, l'area berica fa segnare un 23,1 %, seconda in Veneto solo a Rovigo, collocandosi al 30esimo posto.
Il dato però, sottolinea Il Sole 24 Ore, va comunque interpretato nel dettaglio: le Spa e Srl, a esempio, sono più lontane dai valori "giusti" rispetto alle persone fisiche. Allo stesso modo, le aziende e gli autonomi del Sud fanno più fatica di quelli del Nord a centrare gli obiettivi di ricavi fissati dal Fisco. Lo dimostra il primo posto di Olgiastra, neonata provincia sarda.
"Sarebbe semplicistico e sbagliato, infatti, fare un'equazione diretta tra «non congruità» ed «evasione fiscale». Piuttosto, si tratta di un indizio che può far scattare ulteriori approfondimenti - scrivono gli autori Cristiano Dall'Oste, Marco Mobili e Giovanni Parente - E del resto non si può affermare che sia tutto in regola neanche la dove tutti (o quasi) sono in linea con gli studi di settore. Lo dice a chiare lettere anche la Corte dei conti nel Rapporto 2011 sul coordinamento della finanza pubblica: secondo i magistrati contabili, di fronte al dato dei contribuenti congrui, bisognerebbe "verificare se ciò non dipenda anche da fattori almeno in parte legati a una maggiore capacità dei contribuenti di padroneggiare i vincoli imposti dallo strumento, senza che ciò si traduca in effettiva compliance".
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