Ebara, firmato l'accordo integrativo

Dopo 10 mesi di trattativa, 30 ore di sciopero e l'occupazione della statale Vicenza-Verona, buone notizie per i lavoratori dello stabilimento di Gambellara

Lo stabilimento Ebara di Gambellara (foto: Facebook)

I 500 lavoratori e lavoratrici della Ebara, leader mondiale nella produzione di pompe ad immersione, avranno finalmente il contratto integrativo (di secondo livello) che si aspettavano grazie a 10 mesi di trattative e 30 ore di sciopero tra cui anche il blocco della statale Vicenza-Verona. Lo comunica il segretario Fiom che segue l’azienda Marco Maraschin che giovedì era a Trento per l’accordo.

Nello stabilimento di Torri di Confine a Gambellara i lavoratori hanno già voltato a larghissima maggioranza per l’approvazione dell’ipotesi di accordo mentre domani si vota nello stabilimento di Cles (Trento).

Nell’accordo ci sono dei contenuti innovativi a partire dagli appalti. L’azienda informerà la RSU sugli appalti e subappalti presenti negli stabilimenti, sui lavoratori coinvolti e sui contratti nazionali applicati ai lavoratori in appalto. Inoltre ai dipendenti delle aziende appaltatrici sarà concesso l’utilizzo dei servizi mensa aziendali.

L’accordo prevede inoltre l’assunzione a tempo indeterminato in Ebara di 4 lavoratori attualmente in staff leasing (precari). Viene migliorata anche la normativa sulle ferie degli operai prevista dal Ccnl. Ogni lavoratore  a partire da gennaio 2020 avrà a disposizione 8 ore di permesso in più per visite mediche specialistiche. Per i neo papà l’accordo prevede un giorno di permesso parentale in più oltre a quelli previsti dalla legge per la nascita dei figli. Viene migliorata anche la normativa in caso di lutto: sono previsti tre giorni anche per i parenti di secondo grado e conviventi (coppie di fatto). Un capitolo a parte per lo smart-working concesso agli impiegati: ci sarà un confronto con le Rsu sull’applicazione.

Viene aumentata la % dei contratti part time prevista dal Contratto Nazionale e viene introdotta la possibilità di chiedere il par time per accudire i figli fino ai 15 anni del ragazzo/a. I lavoratori avranno a disposizione  8 ore aggiuntive di permesso per visite mediche. Verrà anche istituito un tavolo sperimentale di confronto tra azienda e Rsu per migliorare i più le condizioni di lavoro dei dipendenti.Il premio prevede un massimo di 3700 euro annui per dipendente (nella parte variabile) di cui 500 euro sono garantiti.

La FIOM Cgil di Vicenza considera l’accordo fortemente innovativo, una buona prassi da seguire per altre aziende.

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