Monitor dei distretti industriali del Triveneto: export +1,6% e 25 mld esportati

Il Veneto detiene la crescita più consistente in valore delle esportazioni, con 277 milioni di euro in più dell’anno precedente, ma cala dei principali distretti del sistema moda. Biomedicale di Padova si conferma polo di eccellenza in forte accelerazione +13,5%

E’ stato pubblicato il Monitor dei distretti industriali del Triveneto, curato dalla Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo, aggiornato ai primi nove mesi del 2018.

Nel terzo trimestre del 2018, i distretti del Triveneto, raggiungendo il livello di 8,2 miliardi di euro di esportazioni, hanno realizzato un ulteriore lieve incremento (+0,9%). Il dato rappresenta tuttavia un rallentamento rispetto al passo di crescita osservato nei primi 6 mesi dell’anno, ma è sostanzialmente allineato con la variazione media distrettuale nazionale (+1,4%). Nei primi 9 mesi del 2018 i distretti triveneti sono cresciuti dell’1,6%, raggiungendo 25 miliardi di euro esportati, pari a circa il 31% del totale nazionale distrettuale.

Ha commentato il direttore regionale Renzo Simonato “Le esportazioni dei distretti triveneti nei primi nove mesi dello scorso anno sono cresciute dell’1,6%, raggiungendo i 25 miliardi di euro esportati, pari al 31% del totale nazionale distrettuale. Il Triveneto conferma quindi la propria vocazione all’esportazione, sostenuta anche grazie alle molte eccellenze distrettuali. Anche nel 2019 Intesa Sanpaolo continuerà dunque a garantire il proprio sostegno alle aziende che vogliono crescere all’estero, oltre a promuovere investimenti in capitale umano, operazioni di finanza straordinaria e innovazione, con un’attenzione particolare alla filiera. A tale proposito nel triveneto hanno già aderito circa 90 aziende capofila con complessivi 10.600 dipendenti e circa 1.000 imprese fornitrici per un giro d’affari globale di 6,4 miliardi di euro.“

Sono stati ancora i distretti triveneti della filiera metalmeccanica (+5,7% pari a +373 milioni di euro) a trainare l’espansione nei primi 9 mesi del 2018, grazie al buon inserimento nelle catene produttive tedesche (+9,6% pari a +88 milioni; in Germania mercato con il maggiore incremento) e alle opportunità del mercato cinese (+18% pari a +68 milioni). Si sono messi in evidenza per rilevanza di crescita anche i distretti veneti delle materie plastiche e del grafico-cartario (+5,1% pari a +69 milioni di euro). Per il Sistema Casa, hanno segnato un buon incremento le esportazioni della filiera dell’arredo. Per i distretti del Sistema Moda e dell’Agroalimentare si è osservata invece una complessiva diminuzione dei valori esportati rispetto al 2017: per la Moda hanno influito i cali del distretto Orafo di Vicenza (-4,8%) e dell’Occhialeria di Belluno, mentre per l’Agroalimentare le diminuzioni dei due distretti delle mele del Trentino-Alto Adige hanno trascinato in territorio negativo l’intero comparto.

Relativamente ai mercati di sbocco, le migliori performance di crescita delle imprese distrettuali del Triveneto nei primi 9 mesi si sono registrate per lo più in Europa con Francia, Paesi Bassi e Germania ai primi tre posti, seguiti da Svezia, Spagna e Austria, sempre nelle prime 20 posizioni. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito, rispettivamente secondo e quarto mercato per rilevanza di export dei distretti triveneti, le vendite si sono ridotte nei primi 9 mesi del 2018, ma tra luglio e settembre sono tornate a crescere su base tendenziale. Tra i mercati di sbocco emergenti, la Cina raggiunge la crescita più alta, seguita da Repubblica Ceca, India e Polonia.

Biomedicale di Padova si conferma in forte accelerazione

Per quanto riguarda invece i poli tecnologici del Triveneto, nel terzo trimestre hanno confermato la crescita sostenuta delle esportazioni (+6,3% pari a +9,6 milioni di euro) a differenza degli altri poli nazionali rimasti sostanzialmente in linea con i valori registrati nel 2017: complessivamente, nei primi 9 mesi del 2018 i poli del Triveneto sono cresciuti ad un ritmo del +9,6%. Spicca su tutti il Biomedicale di Padova con tassi di crescita a doppia cifra (+13,5%) nei primi 9 mesi e in netta accelerazione nel terzo trimestre 2018 (+ 22,7%).

I distretti del Veneto: tra i migliori la Termomeccanica scaligera e la Meccanica strumentale di Vicenza

Tra i migliori distretti veneti, la Termomeccanica scaligera apre la classifica per incremento in valore delle esportazioni nei primi 9 mesi (+81,5 milioni di euro pari a +7,5%), seguita dalla Meccanica strumentale di Vicenza (+61 milioni di euro pari a +3,6%): entrambi i distretti sono cresciuti sia in Germania sia in mercati emergenti lontani come la Cina (Termomeccanica scaligera) e il Messico (Meccanica Strumentale di Vicenza). Una crescita sostenuta si è osservata anche per le Materie plastiche di Treviso, Vicenza, Padova (+ 59,1 milioni di euro pari a +5,3%), per il Mobile di Livenza e Quartiere del Piave (per la parte della provincia di Treviso) (+56, 9 milioni di euro pari a +4,5%), per la Termomeccanica di Padova (+56 milioni di euro pari a +7,1%), per le Calzature del Brenta (+ 54,4 milioni di euro pari a +8,8%) e per il Prosecco di Valdobbiadene (52,4 milioni di euro pari a +10,9%), secondo miglior distretto agroalimentare a livello nazionale, che, nonostante le incertezze della Brexit, ha ulteriormente affermato la sua penetrazione sul mercato inglese. Ci sono stati altri 8 distretti veneti che hanno segnato un incremento delle esportazioni: i Prodotti in vetro di Venezia e Padova, il Grafico veronese, la Calzatura veronese, la Calzatura sportiva di Montebelluna, i Dolci e pasta veronesi, i Mobili in stile di Bovolone, il Tessile e abbigliamento di Schio-Thiene-Valdagno, gli Elettrodomestici di Treviso.

Spiccano invece per i cali tendenziali tre importanti distretti del Sistema Moda veneto: l’Occhialeria di Belluno (-3,5% pari a -74,2 milioni di euro), che risente del ridimensionamento delle vendite negli Stati Uniti, in Cina e in Germania; l’Oreficeria di Vicenza, è stato il distretto orafo italiano con la diminuzione più pronunciata dei valori esportati nei primi 9 mesi del 2018 (‑4,8% pari a – 47,9 milioni di euro); la Concia di Arzignano (-1,7% pari a -29,8 milioni di euro). Da segnalare infine la variazione negativa a doppia cifra (-13,8%) del Marmo e granito di Valpolicella e quelle dei restanti distretti veneti: i Sistemi per l'illuminazione di Treviso e Venezia, le Carni di Verona, l’Ittico del Polesine e del Veneziano, i Vini del veronese, il Mobile del bassanese, il Tessile e abbigliamento di Treviso.

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