Fonti di Posina, 50 posti di lavoro a rischio: appello al Governatore Luca Zaia

L'azienda di imbottigliamento è in seria difficoltà per i danni causati dal maltempo

Uno scrocio della destazione a Posina

“Siamo in serie difficoltà: abbiamo bisogno di servizi adeguati”: Il lavoro di 50 persone messo a repentaglio dalla mancanza di energia elettrica.

Nel cuore del Veneto produttivo, regione del miracolo economico dei decenni passati, esiste e resiste in provincia di Vicenza una valle incontaminata immersa nei boschi di castagni e faggi che abbraccia la catena montuosa delle Piccole Dolomiti. Qui ha sede la società Fonti di Posina S.p.A. che utilizza nel territorio del Comune di Posina due sorgenti di acqua oligominerale localizzate una sul fianco destro della valle del torrente Posina, in località Lissa, l'altra su quello sinistro, nei pressi di località Doppio, qualche chilometro a monte dell'abitato omonimo. E qui, il Gruppo Montecristo che imbottiglia la minerale, soft drink e prodotti in asettico, sta vivendo una grande difficoltà.

A raccontarla il direttore generale del Gruppo Montecristo di cui fa parte Fonti di Posina, Antonio Biella: «Questo per l’azienda è un momento estremamente critico. Siamo stati messi in serie difficoltà dal maltempo che non ha risparmiato la valle, segnata pesantemente da piogge ed esondazioni. Tutto questo ha reso complicato anche avere una fornitura elettrica costante. Gli impianti tutt’oggi continuano a fermarsi a causa della mancanza improvvisa di elettricità».

Ogni volta che “salta” la corrente, il prodotto è da buttare perché in questa sede il Gruppo Montecristo realizza prodotti delicati, in asettico, che hanno bisogno della massima efficienza e attenzione. Fonti di Posina, che fattura 20milioni di euro con 50 dipendenti, non riesce a superare l’impasse: «Abbiamo più volte sollecitato il fornitore di energia elettrica, ma senza mai avere risposte rassicuranti. Non possiamo continuare a lavorare in condizioni antieconomiche e se la situazione non migliorerà presto potremmo essere costretti a spostare altrove la produzione – continua il direttore Biella – Per questo chiediamo che la questione venga portata all’attenzione Governatore del Veneto Zaia al quale inviamo un appello accorato: i nostri dipendenti devono essere messi in condizione di lavorare in modo soddisfacente. Pensiamo al bene delle famiglie della valle».

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