Pulizie al palazzo di giustizia, «fallimento in vista per l'appaltatore»

La Cub protesta a Borgo Berga: «lavoratrici ancora senza stipendio. Sulla società confermati i nostri dubbi». Il presidente del tribunale: pronta una soluzione «stiamo facendo la nostra parte»

Il sit-in del sindacato Cub davanti al tribunale di Vicenza (foto Marco Milioni)

La protesta delle addette alle pulizie del palazzo di giustzia berico, da aprile senza paga. La notizia del probabile fallimento della società aggiudicataria. L'intervento della presidenza del tribunale. Sono queste le novità «clamorose» emerse oggi 13 settembre a Borgo Berga durante un sit-in organizzato dal sindacato Cub.

LA PROTESTA
«Vogliamo i nostri stipendi». Hanno esposto questo striscione stamani poco prima di mezzodì le sette lavoratrici dell'appalto delle pulizie del tribunale della città del Palladio. Da aprile senza salario, le donne hanno chiesto a viva voce lumi al presidente del tribunale Alberto Rizzo perché si faccia carico di una situazione «divenuta insostenibile». Per Maria Teresa Turetta, responsabile del sindacato Cub per la provincia di Vicenza, che ha guidato la protesta, «si tratta di uno scandalo che si sta consumando all'ombra del palazzo di giustizia. Il luogo in cui la legge - rimarca ancora la responsabile - dovrebbe regnare sovrana. Per questo motivo, di fronte a novità tanto clamorose, chiediamo che le autorità facciano il loro dovere perché ci risulta che la ditta incaricata del servizio, la Pulindustriale srl, sia sull'orlo del fallimento. A fronte degli ultimi sviluppi chiediamo che l'amministrazione del tribunale intervenga provvisoriamente nel pagamento degli stipendi come previsto dalla legge». Poi un'altra precisazione: «A livello nazionale da anni il nostro sindacato chiede che gli addetti a numerosi servizi svolti per conto degli enti pubblici non siano più affidati a terzi ma a personale assunto dagli stessi enti pubblici, perché solo questa pratica, meglio di molte altre, ci può garantire da opacità, incrostazioni e malaffare che abbondano nelle cronache giudiziarie del Paese».

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IL PREAMBOLO
In realtà quanto accaduto oggi non è un fulmine a ciel sereno. Da settimane infatti la Cub aveva lanciato segnali d'allarme sulla situazione della Pulindustriale tanto che la tensione era schizzata alle stelle quando Vicenzatoday.it, che alla vicenda ha dedicato diversi approfondimenti, non più tardi del 30 agosto aveva rivelato che la vecchia proprietà era stata ceduta ad un nuovo acquirente per la cifra simbolica di un euro: una transazione che infatti faceva pensare ad uno stato grande sofferenza della srl vicentina.

LA SITUAZIONE PRECIPITA
Tuttavia gli eventi hanno continuato a precipitare. Dopo il sit-in Turetta ha incontrato il curatore che si sta occupando della procedura fallimentare ossia il dottore Domenico De Rosa, già noto ai media per la vicenda del fallimento della Miteni spa di Trissino. L'udienza in cui il giudice «decreterà o meno il fallimento della ditta», spiega la Cub, è già in calendario per il 12 novembre. «Io mi aspetto intanto che da chi di dovere venga garantito il pagamento degli stipendi perché senza le pulizie il tribunale chiude - attacca Turetta - anche perché abbiano notizie certe di debiti pure verso i fornitori. Mancano persino i soldi per comperare i sacchi della spazzatura. Come siamo arrivati fino a qui lo sanno solo i numi celesti» spiega la sindacalista che così lancia la palla nel campo della amministrazione del palazzo di giustizia.

LE RASSICURAZIONI
La situazione rimane tesa anche perché oggi il sit-in delle lavoratrici ha avuto una ampia eco giacché a Borgo Berga si teneva il processo per il collasso della Banca Popolare di Vicenza. Fotografi, cameraman e giornalisti hanno notato facilmente la colorata protesta delle lavoratrici che hanno chiesto «la galera» per chi «ci ha rubato lo stipendio». Tuttavia non mancano nemmeno le prime schiarite.

Che giungono per bocca del presidente del tribunale Alberto Rizzo: «Conosciamo bene questa situazione tanto che l'amministrazione del tribunale si è attivata prontamente. Ovviamente noi abbiamo il compito di tutelare due ambiti: le lavoratrici e chiaramente il mantenimento del servizio di pulizia del palazzo di giustizia. A scanso di equivoci vorrei ribadire poi che il tribunale non è il datore di lavoro delle addette bensì è terzo beneficiario. Sappiamo bene che quando una società si avvicina al fallimento o fallisce c'è sempre un aspetto doloroso sul piano sociale. Però allo stesso tempo in circostanze del genere entrano in gioco alcuni strumenti di tutela previsti dalle norme tra cui il pagamento straordinario degli ultimi tre stipendi a carico dell'Inps. Noi stiamo lavorando di buona lena perché la situazione si risolva nel rispetto delle norme e nel rispetto della dignità delle operatrici. Tra le opzioni che gli uffici stanno vagliando c'è sicuramente anche il subentro provvisorio da parte del tribunale nel pagamento degli stipendi: da questo punto di vista - sottolinea il presidente - dobbiamo valutare se ci siano adeguati spazi di manovra sotto il profilo del rispetto della legislazione vigente». Quanto alla procedura di fallimento il dottor Rizzo spiega che questa è stata formalmente avviata ieri «su richiesta dell'ultimo legale rappresentante dell'impresa».

L'ESPOSTO
Ma che cosa succederà da oggi al 12 novembre? «Noi - fa sapere Turetta - non rimarremo con le mani in mano. Già stamani abbiamo depositato alla procura della repubblica di Vicenza un dettagliato esposto nel quale chiediamo alla magistratura di valutare eventuali profili penali. Tra qualche giorno copia di quell'esposto sarà inoltrata anche alla Guardia di finanza perché possa procedere con le valutazioni del caso anche per gli illeciti non penali come quelli tributari o contributivi. Certo non è mai bello quando si fa le cassandre, ma se dopo aver sollevato mille dubbi uno rimane inascoltato salvo poi scoprire che aveva ragione e che la frittata è fatta sulle spalle dei lavoratori e dei contribuenti, allora la nostra rabbia di queste ore mi pare più che giustificata».

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