Crisi a nord-est: la drammatica lettera di un lettore disabile

50 anni, una carriera brillante alle spalle, nessuna prospettiva: pubblichiamo la testimonianza di un nostro lettore, R.Z., che delinea un quadro amaro dell'ex "locomotiva d'Italia", che non ha posto per i disabili

"Sono un ragazzo di 50 anni residente nel centro del ricco Nord Est, dove la crescita del pil è come quello della Germania, come dicono alcuni giornali . Ho lavorato per 25 anni come lavoratore autonomo, prima come agente di commercio e poi come responsabile commerciale. Ho sempre lavorato tantissimo mediamente 16 ore al giorno e percorso l’Italia in lungo e largo per milioni di chilometri.

Nel frattempo ho sempre studiato, Ho letto centinaia di libri sulla vendita e la comunicazione, ho partecipato a decine di corsi di vendita, ho partecipato a due Master  e mi sono laureato in Discipline della ricerca Psicosociale ( Laurea di I livello ) e mi sto per laureare in Psicologia Sociale del Lavoro e della Comunicazione ( Laurea Magistrale ). L’ultima azienda per cui  ho lavorato ha chiuso a fine del 2010 e nello stesso periodo mi sono ammalato e riconosciuto invalido civile al 75% ( iscritto alle categorie Protette ) . Sono sposato ed ho una figlia adolescente e mia moglie fa un part time, come commessa in un negozio di un centro commerciale, ma l’hanno già avvisata che entro fine anno chiuderanno, perché nonostante le continue promozioni  non vendono più niente. Per trovare un nuovo lavoro ho fatto centinaia di colloqui rivolgendomi non solo ad aziende , ma anche ad agenzie private di selezione del personale.

Cercando di chiedere ogni volta un feedback sul colloquio, ho constatato il pregiudizio verso i portatori di handicap ( diversamente abili ) e gli anziani ( diversamente giovani ). A molti selezionatori ho fatto presente che non si può scrivere nella ricerca massimo Trentacinquenne (Il presente annuncio è rivolto ad entrambi i sessi, ai sensi delle leggi 903/77 e 125/91, e a persone di tutte le età e tutte le nazionalità, ai sensi dei decreti legislativi 215/03 e 216/03.). In realtà per gli over 45 non c’è posto neanche per fare i lavori più umili.

Per recuperare un po’ di soldi mi sono venduto le targhe premio in oro o argento dei mie successi nelle vendite. Ho girato alcuni negozi che acquistano oro, che ultimamente sono spuntati come funghi nelle varie città e con  stupore  in ognuno di essi ho sempre trovato la fila di persone. Questo mi ha fatto riflettere sul fatto che gli Italiani si stanno vendendo tutto. Il famoso sociologo Francese  Serge Latouche afferma che non è possibile un modello di continuo sviluppo in un mondo finito. Dice inoltre che siamo lanciati su una macchina a trecento kilometri all’ora contro un muro e siamo senza pilota.

Ritornando alla mia storia, ho una pensione mensile di 250 € e quindi sono un “ nuovo povero” ma sono anche per la mia età un “escluso sociale”.

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