Crisi Diesel, l'addio dell'ad è un déjà vu: divergenze col patron

Dai rumors che giungono dal quartier generale di Breganze pare che l’amministratore delegato Agnolin sia entrato in rotta di collisione con il fondatore: al centro del contendere la strategia per risollevare il marchio

Foto dal profilo Instagram di Renzo Rosso

Quando i media, non solo quelli di settore, hanno annunciato l’abbandono della Diesel da parte dell’amministratore delegato Marco Agnolin, il mondo della moda è andato un po’ in subbuglio.

L'antefatto

Agnolin che era giunto alla società di Breganze appena un anno fa proveniente dal gruppo Inditex, pare si fosse immediatamente ambientato e che fosse stato davvero lieto dell’incarico: non solo per il prestigio della casa fondata a Molvena da Renzo Rosso, ma anche perché si era riavvicinato alla Marca trevigiana, provincia in cui ha diverse amicizie e nella quale si sente di casa.

Chiaramente nel firmamento della moda si sono immediatamente moltiplicati gli interrogativi di chi si domanda come mai il manager che venne accolto con grande benevolenza da Rosso e dal management, questi i rumors che girano alla casa madre, abbia, contestualmente con la proprietà, deciso di fare un passo in dietro.

Il perchè della crisi

E la risposta, sempre dalle voci che sono circolate in questi giorni, starebbe tutta nella visione strategica che Agnolin avrebbe voluto imprimere alla Diesel. Il marchio fondato da Rosso infatti sta attraversando un momento particolare. Le vendite non sono più quelle d’un tempo. La divisione dei negozi negli Stati uniti sta affrontando un processo di ristrutturazione niente affatto indolore. Di più, la moda per definizione deve affrontare momenti ciclici di difficoltà che mettono i dirigenti di fronte a scelte molto nette. In questo senso pare che la strada intrapresa da Agnolin su come risollevare le sorti del marchio non abbia convinto Rosso che avrebbe in mente un percorso ben diverso. Quali siano i percorsi pensati dai due chiaramente lo sanno solo i diretti interessati e forse qualche collaboratore tra i più stretti.

Il patron

Anche se non va dimenticato che Rosso, il quale è noto ai suoi collaboratori come uomo dotato di una spiccatissima personalità, sulle decisioni che contano difficilmente si fa mettere da parte dal management. Da quanto si è appreso sulle prime Agnolin potrebbe rimanere per un periodo, forse assai breve, nel board della società a disposizione di quest’ultima. Ma considerando il curriculum di livello di Agnolin è facile pensare che l’ormai ex ad potrebbe anche volare verso altri lidi. Sullo sfondo tuttavia rimane un contesto che, mutatis mutandis, ricorda le dispute tra management e fondatori di altre casate di spicco del Nordest come Benetton e Del Vecchio. Di più, Rosso da anni pur molto legato ai suoi familiari attivi nel gruppo, fino ad oggi è sempre stato restìo a cedere loro il controllo.

L'LR Vicenza

Ma facendo le debite proporzioni e comparando le voci che vengono dall'ambiente biancorosso, che vede quale «commander in chief» proprio Rosso, non si può non ricordare come quest’ultimo anche nella gestione del club sia uno che non ami per nulla rimanere defilato, tanto che l'esonero di mister Colella a dicembre sembra sia nato proprio per dei dissapori con mr Diesel. Dopo le dimissioni di Serena, a due giorni dal match di Coppa contro il Monza, il tecnico venne richiamato tempestivamente, senza troppi entusiasmi da parte dei fedelissimi di RR (come testimoniato dal video della conferenza stampa). 

In un’ottica del genere però il club sportivo ha chiaramente un peso economico decisamente meno importante del resto della galassia.

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